Riserve idriche, la Toscana regge alle ondate di calore

I dati regionali mostrano livelli rassicuranti, ma resta alta l’attenzione su alcuni litorali e sulle prossime settimane.

La disponibilità d’acqua in Toscana resta complessivamente soddisfacente, nonostante le numerose ondate di calore e le temperature superiori alle medie climatiche registrate negli ultimi mesi. Il quadro aggiornato delle condizioni idrologiche regionali, elaborato dalla Direzione difesa del suolo e Protezione civile attraverso il Settore idrologico e geologico regionale, è stato sottoposto all’Osservatorio permanente sugli utilizzi delle risorse idriche del Distretto dell’Appennino settentrionale nella giornata di martedì 4 agosto 2026.

L’analisi si basa sui dati della rete regionale idropluviometrica, freatimetrica e termometrica. Le temperature di luglio, così come quelle di giugno, sono risultate ben al di sopra della media climatica 1991-2020 sull’intero territorio monitorato, ma lo stress termico non ha finora prodotto effetti significativi sulla disponibilità della risorsa. A sostenere il sistema sono state soprattutto le precipitazioni abbondanti dell’inverno e della tarda primavera.

Precipitazioni e portate dei fiumi

Il presidente della Regione Eugenio Giani ha definito favorevole la situazione complessiva, sottolineando che anche i dati idrometrici e quelli relativi agli invasi confermano un quadro positivo. La pluviometria di luglio evidenzia infatti un leggero surplus rispetto alla media degli ultimi trent’anni. Il confronto con i tre e i sei mesi precedenti mostra inoltre precipitazioni superiori alla media sulla quasi totalità dei bacini toscani, con condizioni relativamente più deficitarie limitate ad alcune aree costiere.

Le portate dei corsi d’acqua non registrano particolari peggioramenti rispetto ai mesi precedenti. I valori risultano mediamente elevati nel bacino del Serchio e, in parte, in quello dell’Arno. Nei bacini del Cecina e dell’Ombrone grossetano, dove a luglio le portate sono state leggermente inferiori ai deflussi minimi di riferimento, i livelli restano comunque generalmente superiori a quelli osservati nello stesso periodo durante precedenti annate siccitose.

Invasi e falde sotto osservazione

Indicazioni analoghe arrivano dagli invasi e dalle acque sotterranee. Al 31 luglio 2026, il lago di Bilancino conteneva circa 59 milioni di metri cubi d’acqua, pari all’85% della capacità. Il dato è sostanzialmente in linea con quello dello stesso periodo del 2025, anno non caratterizzato da condizioni di siccità. Anche l’invaso di Montedoglio presenta livelli comparabili a quelli dell’anno scorso.

Per le falde, la disponibilità è giudicata nella norma, senza particolari criticità, e i livelli piezometrici sono generalmente più elevati rispetto alle precedenti annate siccitose. Restano tuttavia sotto osservazione alcune aree dell’Alto Valdarno, del bacino del Cecina, della costa livornese e della zona di Migliarino-Torre del Lago.

Il sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika ha invitato cittadini, attività economiche ed enti gestori a evitare gli sprechi e a mantenere comportamenti orientati al risparmio idrico. L’assenza di criticità, è stato sottolineato, non deve far abbassare la guardia: la stagione estiva non è conclusa e l’evoluzione meteorologica delle prossime settimane potrebbe modificare il quadro. La Regione ha inoltre ribadito l’impegno sul recupero e sulla realizzazione di invasi destinati all’agricoltura e alla protezione civile.