Lombardia

Pd, tre iscritti deferiti ai probiviri per il sostegno a Fumagalli

Firma durante la corsa elettorale: si apre un confronto sulla linea interna e sulle possibili sanzioni.

Aver sottoscritto il manifesto a sostegno di Mauro Fumagalli può costare la tessera del Partito democratico. Il Pd ha deferito al collegio dei probiviri tre iscritti, Stefano Citterio, Antonio Pattarini e Mauro Frigerio, comparsi tra i sostenitori del candidato sindaco di Orizzonte per Lecco, mentre il partito appoggiava Mauro Gattinoni.

La vicenda è emersa pubblicamente il 14 agosto, dopo la pubblicazione di un articolo sulla stampa locale. Il passaggio contestato risale al 20 maggio, nella fase finale della campagna elettorale: i tre erano tra gli oltre cinquanta lecchesi che avevano firmato il manifesto Lecco che unisce, Lecco che costruisce comunità. Il documento raccoglieva l’adesione di professionisti, medici, docenti, imprenditori e volontari del terzo settore favorevoli alla candidatura di Fumagalli.

Il deferimento e i possibili provvedimenti

Nell’elenco, Frigerio era indicato come già presidente di Linee Lecco, mentre Citterio e Pattarini risultavano già consiglieri comunali. Il segretario cittadino del Pd, Fausto Crimella, ha spiegato che il deferimento è legato al sostegno espresso per un candidato diverso da quello indicato dal partito. Il collegio dei probiviri potrà valutare ogni provvedimento previsto, dal richiamo fino all’espulsione, considerata l’ipotesi più grave.

Non sono comunque attese decisioni in tempi brevi. La procedura coinvolgerà anche i probiviri provinciali e regionali e, secondo quanto riferito da Crimella, potrebbe richiedere mesi anziché poche settimane. La valutazione disciplinare si inserisce in una fase delicata per il Pd lecchese, chiamato a ricostruire la propria organizzazione dopo la sconfitta alle amministrative.

La difesa di Fumagalli

Fumagalli, oggi consigliere comunale di Orizzonte per Lecco, ha difeso pubblicamente i tre iscritti. Secondo il candidato, la loro scelta non sarebbe stata dettata da convenienza personale, ma dalla convinzione che il progetto civico rappresentasse una proposta seria e credibile per la città. Da qui la richiesta di rispettare la decisione anche quando non coincide con la linea ufficiale.

La replica contiene anche una critica al metodo adottato dal partito. Fumagalli sostiene che, davanti al dissenso, il Pd lecchese avrebbe scelto sanzioni e isolamento invece di ascolto e confronto. A suo giudizio, la presenza di numerose persone con una lunga storia nel centrosinistra tra i sostenitori della sua candidatura dovrebbe spingere il partito a interrogarsi sulle ragioni delle prese di distanza.

Nella stessa dichiarazione vengono richiamate le vicende di Francesca Bonacina, Giovanni Tagliaferri, Clara Fusi e Virginio Brivio, considerate da Fumagalli segnali delle difficoltà del Pd nel gestire il pluralismo interno. Bonacina, Fusi e Tagliaferri si erano già allontanati dalla maggioranza Gattinoni, mentre Pattarini aveva lasciato il Consiglio comunale nel maggio 2025. Frigerio, invece, aveva avuto un confronto con il partito nel 2024 sulle posizioni riguardanti il futuro di Linee Lecco.

I tre iscritti fanno parte di Comunità democratica, la corrente cattolica del Pd nata nel 2025 attorno all’ex ministro Graziano Delrio. Il pronunciamento dei probiviri arriverà mentre il partito valuta la riapertura di alcuni circoli cittadini e l’ipotesi di un nuovo congresso. Sullo sfondo resta la sconfitta alle elezioni comunali, vinte al ballottaggio dal centrodestra di Filippo Boscagli, e il passaggio di Crimella tra i banchi dell’opposizione.