In Italia, le persone con disabilità continuano a incontrare ostacoli significativi nell’utilizzo dei mezzi pubblici, in particolare dei treni, rendendo difficile l’accesso a lavoro, università e strutture sanitarie. Questa situazione è inaccettabile e richiede un intervento deciso da parte delle istituzioni per garantire il diritto a una mobilità accessibile, come stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009.
Il caso di Lecco
Recentemente, la stazione di Lecco ha messo in evidenza queste problematiche. Due dei tre ascensori sono fuori servizio a causa di lavori di riqualificazione del sottopasso, costringendo una persona in carrozzina a non poter accedere all’unico ascensore funzionante, poiché l’accesso alternativo è stato chiuso. Romina Banfi, madre di Joele, un ragazzo di vent’anni che utilizza la carrozzina, ha denunciato come due operatori ferroviari siano stati costretti a trasportarlo a braccia fino al binario per permettergli di salire sul treno. Questo gesto, sebbene lodevole, non può sostituire un sistema di accessibilità adeguato.
Criticità e proposte
Non si tratta di un caso isolato. Anche presso la stazione di Milano Porta Garibaldi, un importante nodo ferroviario, si sono verificati problemi simili. A causa di lavori in corso, solo due binari erano accessibili tramite ascensore, mentre altri erano inaccessibili. Nonostante la richiesta di assistenza tramite il servizio Sala Blu, il treno è arrivato su un binario non accessibile, costringendo il viaggiatore a un percorso complicato e disagevole. Questi episodi evidenziano la necessità di un coordinamento efficace tra la gestione del traffico ferroviario e il servizio di assistenza, per garantire che le persone con disabilità siano informate tempestivamente su eventuali variazioni.
Le criticità riscontrate includono ascensori frequentemente guasti, cantieri che non garantiscono percorsi alternativi, banchine non allineate con i treni e una carenza di posti accessibili a bordo. Per affrontare queste problematiche, è necessario un piano di manutenzione ordinaria e costante degli impianti di accessibilità, la segnalazione in tempo reale dei guasti e la creazione di una rete di assistenza capillare su tutto il territorio nazionale. Solo così si potrà garantire il diritto alla mobilità per tutti.