Uno scenario meteorologico bollente quello di queste ore e dei prossimi giorni, con la terza ondata di calore dall’inizio dell’estate che si imporrà sull’Europa e sull’Italia e che rischia di durare almeno fino al 22 luglio.
Giornate roventi, con masse d’aria sahariana destinate a infiammare tutta l’Italia ancora per tanto tempo. Una fase climatica anomala, confermata dagli esperti, causata da un’ulteriore e prepotente pulsazione dell’anticiclone subtropicale africano. Una stagione estrema e senza soluzione di continuità con i dati del centro Copernicus che parlano del mese di giugno appena trascorso come il più caldo di sempre a livello europeo. Secondo le previsioni ora, per buona parte della prossima settimana, oltre a un dominio incontrastato del sole, ci aspettano temperature estreme e ben oltre le medie storiche di riferimento.
Il picco della fiammata africana si registrerà a metà settimana, tra martedì e mercoledì, con il centro sud e le isole maggiori bersaglio dell’aria rovente.
Nelle zone lontane dalle mitigatrici brezze marine si toccheranno diffusamente i 38-39°C su Lazio e Toscana. Sarà tuttavia la Sardegna a subire l’impatto più intenso della massa d’aria in uscita diretta dal Nord Africa. Nelle zone interne i termometri potrebbero superare i 42°C, con punte localizzate pure superiori. Caldo anche sull’intero arco alpino, dove le temperature eccezionali spingeranno lo zero termico a quote stellari, innescando una fusione massiva e accelerata dei ghiacciai.
Preoccupa la temperatura del mare, che in alcune zone sulla superficie si aggira sui 28-29 gradi, con un’anomalia di circa 4-5 gradi. Tutto ciò si traduce in un enorme accumulo di energia potenziale, in grado di alimentare fenomeni estremi.
Qualcosa potrebbe sbloccarsi solamente intorno al 18 luglio, quando un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa potrebbe investire le nostre regioni settentrionali, portando un primo e atteso refrigerio, con il rischio di grandinate, e spezzando la cupola anticiclonica.