Toscana

Operazione congiunta della Guardia di Finanza e Costiera per il mare

Interventi contro la pesca illegale nell'Arcipelago Toscano salvano specie marine.

Nel mese di luglio scorso, il Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno e il Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima – Guardia Costiera di Livorno, insieme all’organizzazione no-profit Sea Shepherd Italia, hanno condotto operazioni nell’Arcipelago Toscano per contrastare la pesca di frodo e proteggere la biodiversità della filiera ittica.

Le attività di vigilanza, durate due settimane, si sono svolte nelle acque isolate dell’Isola d’Elba, Pianosa, Montecristo e nella zona maremmana tra lo Scoglio d’Africa e Talamone. I controlli hanno comportato interventi delle vedette delle Sezioni operative navali della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera, permettendo di individuare e sequestrare numerosi attrezzi da pesca non conformi alla normativa vigente, con particolare riferimento alla mancata marcatura e all’uso di trappole per polpi in tempi vietati.

In totale, sono stati recuperati 21 chilometri di reti da pesca, 1.700 trappole per polpo e 66 nasse. Durante le operazioni sono state liberate specie marine vive, tra cui 100 aragoste, 500 ricci, 30 polpi e 5 razze, oltre a rane pescatrici, scorfani e murene. Le sanzioni complessive ammontano a 56.000 euro.

Due tartarughe della specie Caretta caretta sono state rinvenute intrappolate, una delle quali è stata salvata e portata presso il Centro di Recupero e Riabilitazione delle Tartarughe Marine dell’Acquario di Livorno per le necessarie cure. Il Colonnello Filippo Bianchi, Comandante della Guardia di Finanza di Livorno, ha sottolineato l’importanza di queste operazioni per combattere l’evasione fiscale legata al mercato di prodotti ittici non tracciati e tutelare coloro che rispettano la legge.

Collaborazione e risultati

La cooperazione con la Direzione Marittima di Livorno e Sea Shepherd ha portato a risultati significativi nella salvaguardia degli ecosistemi marini, contribuendo a contrastare il danno derivante dalla pesca di frodo. Si stima che le attività illecite avrebbero potuto generare proventi di circa 32.000 euro in evasione fiscale. Il Reparto Operativo Aeronavale continuerà a operare nelle acque toscane per mantenere l’operatività tutti i giorni dell’anno, e le attività si concentreranno sulla tutela dell’economia legale.

Il Direttore Marittimo della Toscana, Ammiraglio Giovanni Canu, ha dichiarato che il contrasto alla pesca illegale rappresenta una priorità per preservare gli ecosistemi e garantire equità agli operatori del settore. Andrea Morello, Presidente di Sea Shepherd Italia, ha evidenziato come il mare appartenga a chi lo rispetta, sottolineando l’importanza delle alleanze per rigenerare il Mediterraneo e proteggere la biodiversità.

Le attività di vigilanza proseguiranno nei prossimi mesi, con attenzione a prevenire le condotte illecite che arrecano danno al patrimonio naturalistico.