Grosseto (GR)

Intossicata dalla cannabis, bimba di un anno salvata al pronto soccorso

La piccola era in stato soporoso e non rispondeva agli stimoli, ora è fuori pericolo

Intossicata dalla cannabis, bimba di un anno salvata al pronto soccorso

Una bimba di appena un anno è stata salvata all’ospedale Misericordia di Grosseto dopo un’intossicazione da cannabinoidi.

La piccola era in stato soporoso e non rispondeva agli stimoli, ma grazie alle cure dei sanitari si è ripresa e ora dovrebbe essere fuori pericolo.

E’ successo la scorsa settimana, a raccontarla il quotidiano La Nazione.  Sono stati i genitori, entrambi giovani, a portare la figlia al Misericordia preoccupati perché non riuscivano a svegliarla. La bambina si trovava da alcune ore in uno stato di forte sonnolenza e non reagiva normalmente agli stimoli. I medici del pronto soccorso pediatrico hanno avviato gli accertamenti per individuare le cause del malessere. I primi esami, comprese le analisi del sangue, non avrebbero evidenziato anomalie in grado di spiegare il quadro clinico. La svolta è arrivata con l’esame delle urine, che avrebbe rilevato una concentrazione significativa di cannabinoidi. L’ipotesi è che la piccola possa avere ingerito accidentalmente cannabis o un suo derivato.

Individuata la possibile origine dell’intossicazione, i sanitari hanno impostato le cure e nel giro di pochi giorni il pericolo sarebbe stato scongiurato.

L’ospedale ha segnalato il caso ai carabinieri e ai servizi sociali del Comune. Gli investigatori dovranno ora ricostruire quanto accaduto e acquisire anche le spiegazioni dei genitori.

Purtroppo non è il primo caso di intossicazione da sostanze stupefacenti che coinvolge bambini in Toscana. Nel 2020, a Manciano (Grosseto), un bambino di 18 mesi morì dopo un’intossicazione da metadone e un lungo ricovero in rianimazione. I genitori patteggiarono successivamente per omicidio colposo.

Un altro caso risale al 2011 ad Arezzo, quando un bambino di due anni ingerì una dose letale di metadone mentre si trovava con la madre all’istituto Thevenin. Anche in quella vicenda seguirono procedimenti giudiziari per accertare le responsabilità.