I Carabinieri hanno sospeso un’azienda edile a Gonzaga e sanzionato il responsabile per aver fatto lavorare cinque operai sul tetto a 38°C. Il controllo rientra nel piano della Prefettura di Mantova per far rispettare il divieto di lavoro all’aperto nelle ore più calde dopo i recenti decessi.
Al lavoro nonostante il divieto per il caldo
Cinque operai stavano lavorando sotto il sole cocente delle due e mezza del pomeriggio, sul tetto di una villa storica nel pieno centro di Gonzaga, nonostante il termometro segnasse l’allarmante quota di 38 gradi centigradi.
È lo scenario in cui sono intervenuti i Carabinieri della Stazione locale, insieme al personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova, interrompendo un’attività edile avviata in palese violazione delle ordinanze per il contenimento del rischio termico. L’operazione ha portato all’immediata sospensione dei lavori, a una sanzione amministrativa e alla denuncia del responsabile all’Autorità Giudiziaria.
Il blitz dei Carabinieri
Il controllo è scattato nel primo pomeriggio del 30 giugno 2026, precisamente alle 14:30, in un momento della giornata in cui la morsa dell’afa estiva era opprimente. I militari dell’Arma, nel corso di un normale servizio di perlustrazione del territorio, hanno notato i cinque lavoratori esposti al sole ad un’altezza elevata. Dagli accertamenti immediati è emerso che, sebbene la ditta appaltatrice avesse formalmente previsto nei propri piani di sicurezza l’interruzione delle attività nelle ore più calde, la squadra si trovava ugualmente sul cantiere per eseguire opere di manutenzione straordinaria sulla copertura dell’edificio storico.
Attività sospesa
Le autorità hanno immediatamente intimato l‘interruzione delle attività. Per l’azienda è scattato il provvedimento di sospensione temporanea, una misura drastica che rimarrà in vigore fino a quando non saranno ripristinate e garantite le piene condizioni di sicurezza previste dalla legge. Al responsabile del cantiere è stata contestata l’omessa vigilanza sull’operato della propria squadra in relazione al rischio calore, con conseguente sanzione pecuniaria di 500 euro e segnalazione alla Procura della Repubblica.
Tutela della salute
Questo mirato intervento non è un caso isolato, ma si inserisce in una più ampia e rigorosa strategia di monitoraggio fortemente voluta dalla Prefettura di Mantova. Il tema della tutela della salute sui luoghi di lavoro e il contrasto al fenomeno del caporalato sono stati infatti al centro dell’ultimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto, dottor Roberto Bolognesi.
L’ordinanza urgente della Regione Lombardia parla chiaro: vige il divieto assoluto di lavoro all’aperto nelle ore a più alto rischio termico, specificamente dalle ore 12:30 alle ore 16:00, per tutti i settori considerati esposti (edilizia, cave, agricoltura e florovivaismo).
L’impulso a una stretta decisiva sui controlli è drammaticamente legato alla cronaca recente della provincia. Poche settimane prima, a Carbonara di Po, un bracciante agricolo di 55 anni ha perso la vita, stroncato da un malore fatale riconducibile proprio alle temperature proibitive in cui era costretto a operare.
Un bilancio pesante per il territorio mantovano che, a causa dell’ondata anomala di calore dell’ultimo periodo, ha già registrato due decessi complessivi e un ferito in gravi condizioni, principalmente nel settore agricolo.
Controlli a tappeto in tutta la provincia
Il monitoraggio delle Forze dell’Ordine e degli ispettori del lavoro non si fermerà qui. La Prefettura ha confermato che i pattugliamenti e le verifiche nei cantieri, nelle aziende agricole e nelle serre proseguiranno senza sosta per tutta la stagione estiva. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire la legalità e sradicare lo sfruttamento della manodopera, dall’altro evitare che la ricerca del profitto o la negligenza dei datori di lavoro si traducano in nuove e prevenibili tragedie umane sotto il sole.

