Galbiate (LC)

Galbiate piange Ambrogio Bonacina, storico trombettista della banda e maestro del legno

Si è spento all'età di 68 anni, lasciando un profondo vuoto in tutta la comunità.

Galbiate piange Ambrogio Bonacina, storico trombettista della banda e maestro del legno

Galbiate è in lutto per la scomparsa di Ambrogio Bonacina, figura di riferimento del Premiato Corpo Musicale di Galbiate, abile trombettista e maestro nella lavorazione del legno. Si è spento all’età di 68 anni, lasciando un profondo vuoto in tutta la comunità.

Galbiate piange Ambrogio Bonacina, storico trombettista della banda e maestro del legno

Conosciuto, stimato e apprezzato, Bonacina lascia la moglie Maria Teresa, i figli Giorgia e Mattia, gli adorati nipoti e una seconda grande famiglia: quella della banda, dove per anni ha condiviso passione, amicizia e amore per la musica.

Profondo il messaggio di cordoglio del Premiato Corpo Musicale di Galbiate: «Ambrogio, compagno di musica, prove, concerti e di tanti momenti che porteremo sempre nel cuore. Il suo ricordo continuerà a vivere nella nostra musica, nella passione che ha saputo trasmetterci e nell’amicizia che ha regalato a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Per salutarlo nel modo che più avrebbe amato, invitiamo tutti coloro che hanno suonato con lui a unirsi a noi con il proprio strumento per suonare insieme in suo ricordo.»

La cerimonia funebre sarà celebrata sabato 18 luglio 2026, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Galbiate. Particolarmente toccante il ricordo del sindaco Piergiovanni Montanelli, che con Ambrogio Bonacina ha condiviso anche l’esperienza nella banda cittadina.

«Se penso ad Ambrogio penso alla passione che ha sempre messo nelle sue attività. Nella banda siamo stati compagni di tante belle esperienze e il suo esempio, la sua determinazione a fare bene, sono stati spesso uno stimolo importante nella mia esperienza. Ma, al tempo stesso, in questa ricerca della perfezione musicale riusciva a inserire con delicatezza l’attenzione anche per chi, come me, era un po’ più imbranato: “Tu suona, continua a suonare; non fa niente se questa volta la prova non è andata bene. Prova, riprova e riprova ancora”, mi diceva. L’importante era coinvolgere le persone e farle appassionare al fantastico mondo della musica. Come trombettista è stato spesso al mio fianco nelle manifestazioni ufficiali del 25 Aprile, del 4 Novembre e ogni volta che c’era bisogno. Puntuale, responsabile, preciso. Anche la sua abilità nella lavorazione del legno penso fosse unica: grande conoscitore della materia prima, era in grado di mettere in sinergia fantasia, mani e creatività per realizzare veri e propri capolavori. Così come penso sia un capolavoro la sua splendida famiglia e tutti i suoi cari, ai quali vanno le mie più sincere e sentite condoglianze. Grazie, “Ambro”, maestro di musica e di molto altro.»