“Avrei preferito che la squadra facesse vedere di avere un’identità e l’ha fatto ma in alcuni momenti siamo leggeri e non siamo bravi a metterci la determinazione che serve. Bisognerà lavorarci”. Luciano Spalletti commenta così la prestazione della sua Juve sul campo del Frosinone, soffermandosi soprattutto sugli aspetti ancora da migliorare nonostante il risultato positivo.
“Il Frosinone è una squadra forte, ha un allenatore forte, gli ha dato la convinzione di poter giocare andando sul muso a tutti – ha proseguito il tecnico bianconero dopo la vittoria – Loro ti vengono addosso, fanno uomo contro uomo, poi se riesci a liberarti da queste mini-galere, da questi uno contro uno, due contro due, poi c’è la libertà. Noi in alcuni momenti vogliamo diventare prigionieri anche quando siamo liberi…”. Secondo Spalletti, dunque, la squadra ha mostrato una propria identità, ma deve imparare a gestire meglio le situazioni in cui riesce a superare la pressione degli avversari.
Il tecnico ha poi rivolto un messaggio piuttosto chiaro a Kolo Muani, chiamato a ritrovare continuità e soprattutto il feeling con il gol: “Kolo ce lo siamo andati a prendere, sappiamo il suo valore perché lo abbiamo visto prima e sappiamo poi cos’è. Però si deve rendere conto che è due anni che non gioca e un motivo ci sarà. A volte si crede di essere di un livello eccezionale ma a volte si è lasciato qualcosa da parte che devi riprendere. Ovvio che è forte fisicamente e va a prendere palla ma in queste partite deve fare gol”.
Infine, Spalletti ha parlato anche delle strategie di mercato, lasciando intendere che il prossimo attaccante potrebbe avere caratteristiche differenti: “L’attaccante che stiamo cercando potrebbe avere caratteristiche diverse, oggi gli spazi c’erano ma non siamo riusciti a sfruttarli”. Chiusura sulle condizioni di Vicario, uscito al minuto 91′ al debutto con la maglia bianconera: “Ha sentito un crampo forte e c’è stato un momento in cui ha avuto timore di bloccarsi e abbiamo preferito sostituirlo”.