Rischia una condanna altissima l’automobilista che investì e uccise, a Campo di Marte, l’82enne Umberto Cappelli lo scorso 3 aprile.
Cocaina nel sangue
Come anticipa La Nazione, ora la difesa potrà depositare memorie difensive, rendere interrogatorio o chiedere di aderire a riti alternativi ma stando alle conclusioni dell’inchiesta per omicidio stradale aperta dopo l’incidente mortale dellaa vigilia della Pasqua, in viale Manfredo Fanti, l’autista della macchina stava guidando sotto l’effetto di cocaina.
Non solo: secondo quanto viene contestato dal pubblico ministero, il conducente della Fiat Panda, procedeva anche a velocità superiore al limite “e comunque non adeguata alle condizioni della circolazione e dei luoghi”.
L’incidente
Cappelli stava infatti attraversando la strada che costeggia lo stadio Artemio Franchi, all’altezza della curva Fiesole quando venne violentemente urtato dall’utilitaria guidata dal 45enne residente a sua volta in zona Campo di Marte.
L’anziano venne colpito dalla parte anteriore del veicolo e balzata sull’asfalto per alcuni metri. Accusò lesioni gravissime che ne determinarono il decesso nell’immediatezza dell’incidente.
Le indagini
Fondamentali per le conclusioni delle indagini il lavoro svolto dalla Municipale (Foto di copertina d’archivio) con l’ausilio delle telecamere cittadine, ma anche l’esame tossicologico, nonostante questo tipo di accertamento sanitario, effettuato temporalmente a ridosso del sinistro, non riesca “datare“ l’ultima assunzione di droga.
L’alterazione psico-fisica
Ma la concentrazione della sostanza stupefacente riscontrata nel sangue dell’uomo, induce la procura ad ipotizzare un’assunzione “recente” di cocaina da parte del conducente tale, secondo l’accusa, da condizionare la sua capacità di mettersi al volante. Così, secondo secondo il capo d’imputazione il conducente della Panda si trovava “in stato di alterazione psico-fisica”