Stefano Venturi, special advisor per l’intelligenza artificiale e la transizione digitale di Assolombarda, ritiene che l’Italia disponga delle risorse necessarie per definire una strategia autonoma sull’IA. Il passaggio decisivo, ha spiegato, è trasformare competenze e conoscenze in applicazioni concrete, attraverso una collaborazione più stretta tra università e imprese.
Venturi è intervenuto oggi 12 ottobre 2026 durante la diretta organizzata in occasione dell’Assemblea generale di Assolombarda. Intervistato dalla vicedirettrice di Adnkronos Jole Saggese, ha sottolineato il fermento presente nel Paese sui temi dell’innovazione digitale, avvertendo però che le capacità disponibili devono tradursi in progetti capaci di produrre crescita, produttività e competitività.
Il rapporto tra tecnologia e formazione
Per consentire alle imprese italiane di sfruttare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, secondo Venturi non è sufficiente finanziare le tecnologie. Gli investimenti devono procedere insieme allo sviluppo delle competenze, in un rapporto che può rafforzare entrambi gli ambiti. La distinzione indicata dall’esperto riguarda, in particolare, le competenze digitali e la cultura digitale.
Le prime comprendono le capacità tecniche necessarie a progettare e realizzare sistemi tecnologici, come quelle richieste agli ingegneri informatici. La cultura digitale riguarda invece l’uso consapevole degli strumenti nel lavoro quotidiano. Un biologo, ha osservato Venturi, può utilizzare l’IA per rendere più efficace la ricerca scientifica, mentre un imprenditore deve comprenderne le potenzialità per innovare i processi aziendali e individuare nuove opportunità di business.
Quando queste due dimensioni raggiungono un equilibrio, ha aggiunto, possono aumentare anche gli investimenti. Dall’incontro tra capacità tecniche e conoscenza applicata possono nascere nuove idee, aprirsi mercati e migliorare l’efficienza delle imprese. La collaborazione tra università e aziende viene quindi indicata come uno degli strumenti per trasformare il potenziale dell’IA in risultati concreti.
La sfida dei giovani qualificati
Nel suo intervento Venturi ha collegato il tema dell’innovazione anche alla capacità di trattenere e attrarre professionalità qualificate. L’obiettivo, ha affermato, è permettere ai talenti di costruire il proprio futuro in Italia, senza limitarne la libertà di scegliere esperienze anche all’estero. Per riuscirci, il Paese deve offrire un contesto in grado di sostenere le idee e favorire la nascita di realtà innovative.
Secondo il presidente di Cefriel, organismo attivo da oltre trent’anni nella ricerca, nell’innovazione e nella formazione, servono imprese dinamiche, investimenti e una visione condivisa. Solo attraverso queste condizioni, ha concluso, l’Italia potrà valorizzare le proprie risorse, creare opportunità per i giovani e utilizzare pienamente le possibilità legate all’intelligenza artificiale.