Bologna, 23 ottobre 2026 – Una colazione, un pranzo veloce, un aperitivo, una cena informale e il biglietto dell’autobus per rientrare a casa. Sono alcune delle spese che possono comporre una giornata ordinaria in centro città. Mettendo in fila consumazioni e trasporto, il conto registrato in diversi locali frequentati anche dai turisti arriva a 39,80 euro, senza includere ristoranti o attività particolarmente costose.
Il confronto tra i locali
La giornata comincia con una colazione al bar: cornetto e cappuccino costano 3,40 euro. In altri esercizi del centro, un dolce e un caffè vengono pagati 3,90 euro, mentre un panino accompagnato da un espresso costa 6,70 euro. Si tratta di rilevazioni effettuate in locali diversi, utili a confrontare le tariffe, non di tre colazioni consumate nella stessa giornata. Le differenze risultano contenute, almeno negli esercizi considerati.
Per il pranzo, un panino e una bottiglietta d’acqua costano 9 euro. Nel pomeriggio, invece, uno spritz viene pagato 6 euro. Per la sera la scelta ricade ancora su una soluzione informale: un panino e una bottiglietta d’acqua costano 8,50 euro. A incidere sul conto non sono quindi menu elaborati o consumazioni di fascia alta, ma una successione di acquisti comuni, sommati al costo del trasporto.
Materie prime, energia e trasporti
Secondo Stefano Gamberini, del Caffè Drapperie, nel prezzo di una tazzina rientrano diverse voci, tra cui materia prima, energia e manodopera. Il commerciante osserva che il costo medio del caffè è passato da 83 centesimi nel 2002 a circa 1,50 euro oggi. A suo giudizio, nel giro di dieci anni un pranzo, una cena o un’attività fuori casa possono costare dai 10 ai 20 euro in più a persona.
Giancarlo Campolmi, del Gran Bar, collega i rincari all’aumento delle materie prime, delle spese di trasporto e dei carburanti. La presenza turistica, spiega, non è l’unico fattore che determina i prezzi: i gestori devono sostenere costi più elevati per mantenere invariata la qualità dei prodotti e dei servizi. Il problema riguarda anche il potere d’acquisto, perché gli stipendi, secondo Campolmi, non sono cresciuti allo stesso ritmo.
La voce finale della giornata è quella del rientro: per raggiungere San Donato dal centro, il biglietto dell’autobus costa 2,30 euro. Moltiplicando la spesa quotidiana per venti giornate, si arriva a quasi 800 euro al mese. Il calcolo non rappresenta da solo il costo complessivo della vita a Bologna, ma mostra come colazione, pasti, aperitivo e mobilità possano pesare sul bilancio quando vengono sommati.
Per Simone Trovato, dell’American Bar, gli aumenti non dipendono soltanto dalle decisioni dei singoli locali. L’incremento del prezzo della benzina, osserva, si riflette sulla distribuzione e quindi sui prodotti acquistati dai bar. Alcuni esercizi possono approfittare della domanda turistica applicando tariffe più alte, ma secondo il commerciante si tratta di una minoranza. Il carovita nasce così dall’incrocio tra le spese sostenute dalle attività e la riduzione del potere d’acquisto dei clienti.