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Ue-Mercosur: l’Italia a un passo dal sì, ma Lega e M5S sono contrari

Parigi minaccia di bloccare l’accordo anche dopo la firma, puntando a garanzie più solide per il settore agricolo

Ue-Mercosur: l’Italia a un passo dal sì, ma Lega e M5S sono contrari

Sull’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, al termine della riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura a Bruxelles, il 7 gennaio 2026, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen non ha ancora ottenuto il via libera ufficiale dai Paesi contrari.

La Francia mantiene la sua posizione, pronta a lasciare ogni responsabilità all’Italia, mentre Roma prende tempo, pur risultando più vicina a un sì rispetto ai giorni precedenti.

Ue-Mercosur, l’Italia a un passo dal sì

La mossa di von der Leyen mira a ottenere il consenso anche di Italia e Francia, aprendo le porte del mercato europeo a carne bovina, pollo, zucchero e miele in arrivo senza dazi dall’America Latina.

Tuttavia, le risorse offerte dalla Commissione non comportano né un aumento complessivo del bilancio 2028-2034 destinato alla Politica agricola comune (Pac) né un dietrofront sulla nuova struttura, che prevede un fondo unico per la Pac e le risorse destinate alla Coesione. Si tratta piuttosto di anticipazioni di fondi già previsti, rese disponibili prima del previsto.

Maria Panayiotou, ministra dell’Agricoltura di Cipro e presidente di turno del Consiglio Ue, ha dichiarato al termine della riunione:

“Abbiamo intenzione di discutere e cercare di prendere una decisione sull’accordo commerciale con il Mercosur alla fine di questa settimana”. Il prossimo passaggio formale è la riunione degli ambasciatori dei Paesi Ue, prevista per venerdì 9 gennaio, con la possibile firma definitiva il 12 gennaio in Paraguay, dopo oltre 25 anni di negoziati.

Fra i partecipanti alla riunione erano presenti anche i commissari Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen, al Commercio, Maros Sefcovic, e alle relazioni interistituzionali, Olivér Varhelyi. Il commissario Sefcovic ha commentato:

“Dopo aver avuto molteplici discussioni, credo che abbiamo affrontato le reali preoccupazioni con soluzioni reali”.

La Francia mantiene la sua posizione

La ministra dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, ha criticato la conclusione delle trattative a dicembre 2024, definendola “decisa in modo autoritario dalla presidente della Commissione europea, in un momento in cui la Francia era in difficoltà”.

Pur riconoscendo che probabilmente “l’Italia voterà a favore del Mercosur”, Parigi ha annunciato battaglia, sottolineando che l’accordo potrebbe essere bloccato anche dopo la firma in Paraguay se il Parlamento europeo dovesse opporsi:

“Finché una battaglia non è conclusa, non è persa. Non è affatto garantito che l’accordo venga approvato dal Parlamento europeo”.

Ue-Mercosur, l’Italia a un passo dal sì: ma Francia, opposizione (e Lega) restano critiche
Proteste degli agricoltori francesi

Il commissario Sefcovic ha ribattuto che la Commissione ha predisposto “un pacchetto mirato senza precedenti, con salvaguardie senza precedenti, reti di sicurezza, controlli e verifiche rigorose”.

L’accordo dovrebbe inoltre “aumentare le esportazioni agroalimentari dell’Ue verso la regione del 50%, eliminando dazi che oggi possono arrivare fino al 55%”, includendo “344 indicazioni geografiche dell’Ue” a tutela dei prodotti iconici europei.

Cosa offre realmente Bruxelles

La proposta principale di Bruxelles consiste nella possibilità di spendere subito 293,7 miliardi di euro destinati alla Pac 2028-2035, senza dover attendere le revisioni di metà mandato previste per il 2032. Questa scelta consentirebbe agli Stati membri di avere immediatamente accesso a tutte le risorse.

Inoltre, sono previsti strumenti di sostegno al settore agricolo: una riserva di crisi da 6,3 miliardi di euro per proteggere gli agricoltori dagli shock di mercato e dagli eventi climatici avversi e almeno il 10% dei Piani nazionali vincolato allo sviluppo rurale, pari a circa 48,7 miliardi, con la possibilità di mobilitare fino a due terzi dei fondi per la revisione di medio termine già dal 2028.

Le garanzie richieste dall’Italia

Il ministro italiano dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha precisato:

“Se verranno certificate le premesse di garanzia del mondo produttivo che chiediamo, noi approveremo la sottoscrizione dell’accordo”. Secondo Lollobrigida, i 45 miliardi di fondi sbloccati subito si tradurrebbero in circa 10 miliardi di euro destinati direttamente al sostegno degli agricoltori italiani.

Il ministro ha sottolineato la necessità di reciprocità:

“Quello che vale per i nostri prodotti deve valere anche per quelli che entrano in competizione con essi. Non siamo disposti a sacrificare alcun settore”. L’Italia intende così salvaguardare i produttori nazionali, evitando concorrenza sleale dai Paesi del Mercosur.

Lollobrigida ha inoltre spiegato che i fondi per la Pac saranno destinati al sostegno del reddito degli agricoltori attraverso i Piani di partenariato nazionali e regionali, e che il principio di reciprocità sarà esteso anche ai futuri accordi internazionali.

Il ruolo politico ed economico dell’Italia

L’Italia è determinante per il via libera all’accordo Ue-Mercosur per tre ragioni principali:

  1. Maggioranza qualificata: per approvare l’accordo serve il 55% degli Stati membri e almeno il 65% della popolazione Ue. Senza il voto italiano, raggiungere questa soglia diventa difficile, soprattutto se Francia o Polonia restano contrarie o esitanti.

  2. Effetto domino politico: Roma è considerata un Paese ponte; un suo sì riduce le resistenze di altri Stati agricoli.

  3. Difesa agroalimentare: l’Italia è uno dei principali produttori europei e un simbolo nella tutela delle denominazioni e degli standard.

Secondo il portavoce del cancelliere tedesco, Stefan Kornelius, l’accordo rappresenta una “pietra miliare” per il commercio estero in Europa, e la fiducia nel sì italiano è alta.

Proteste in Francia e opposizione interna

In Francia, il settore agricolo ha reagito con forza. Stamane, 8 gennaio 2026, un centinaio di trattori sono entrati a Parigi per protestare contro l’accordo, bloccando monumenti come la Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo.

Bertrand Venteau, presidente del Coordinamento rurale francese, ha dichiarato:

“Vogliamo essere ricevuti oggi dalla presidente dell’Assemblée Nationale e dal presidente del Senato”.

Contrarietà di Lega e M5S

In Italia, Lega (seppure facente parte della maggioranza di Governo) e Movimento 5 Stelle si sono schierati contro l’accordo.

Il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ha affermato:

“Un accordo come questo non lo voterei nemmeno se me lo chiedesse il Papa”.

E ancora:

“La Commissione europea non può pensare che le garanzie chieste dai nostri agricoltori siano in vendita. Condivido la richiesta in tal senso da parte degli agricoltori e venerdì andrò ad ascoltare le loro ragioni a Milano”.

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha definito l’accordo una minaccia per l’agricoltura e l’ambiente, promuovendo iniziative per bloccarne la ratifica.

L’Italia al centro della trattativa

L’Italia, grazie alla sua posizione politica, economica e agricola, esercita un ruolo centrale nelle trattative. Con le garanzie chieste da Lollobrigida e il via libera dei produttori, il Governo Meloni potrebbe permettere la firma dell’accordo, aprendo un mercato di 750 milioni di consumatori.

Tuttavia, le tensioni con la Francia, le proteste degli agricoltori e le richieste di reciprocità rendono ancora delicato il quadro, con il prossimo appuntamento cruciale fissato a venerdì 9 gennaio 2026 al Coreper, quando verranno verificate le ultime garanzie e le clausole di salvaguardia.