Toscana

Tisg, Sri Global punta a rilevare tutti gli asset

Vincenzo Poerio illustra a Fiom una proposta con avvio immediato e salvaguardia degli addetti

La cordata Sri Global ha manifestato interesse per l’acquisizione di The Italian Sea Group, società attiva nella cantieristica navale, e per il rilancio dell’intero complesso aziendale. Le intenzioni sono state illustrate durante un incontro con la Fiom-Cgil, ospitato nella sede di Confindustria Lucca.

Al confronto hanno partecipato i segretari regionali e provinciali della Fiom, Nicola Riva e Umberto Faita, e l’ingegner Vincenzo Poerio, attuale amministratore delegato di Tankoa, cantiere specializzato nella costruzione di mega yacht e rappresentante della cordata interessata all’operazione.

Il progetto per la continuità aziendale

Nel corso della riunione, Poerio ha illustrato l’intenzione di presentare un’offerta di asset deal per l’intero compendio di Tisg. Il perimetro comprenderebbe i siti produttivi di La Spezia, Marina di Carrara, Terni e Viareggio, oltre alle attività presenti in Turchia.

La prima ipotesi di piano industriale prevede una partenza immediata attraverso l’affitto d’azienda, con l’obiettivo di consentire la ripresa del cantiere e la salvaguardia dell’operatività già prima dell’omologa da parte del tribunale di Firenze. Tra gli elementi indicati dalla cordata figurano anche la garanzia della piena occupazione e una netta discontinuità nella gestione.

In caso di aggiudicazione della procedura, lo stesso Poerio assumerebbe il ruolo di amministratore delegato. La proposta punta quindi a un cambio di conduzione rispetto alla precedente gestione, all’interno di un percorso che dovrà essere valutato dagli organi della procedura e dal tribunale.

Le richieste dei lavoratori

La Fiom ha accolto le dichiarazioni della cordata con prudenza, ribadendo che qualsiasi soluzione dovrà tutelare ogni lavoratore e l’indotto distribuito tra La Spezia e Terni. Per il sindacato sarà necessario un piano industriale concreto, solido e credibile, accompagnato da garanzie sull’occupazione.

Riva e Faita segnalano che il cantiere ha già perso 80 lavoratori e manifestano preoccupazione per il futuro del contratto di solidarietà. Secondo la Fiom, alla fine del mese lo strumento rischia di trasformarsi in un licenziamento mascherato, anche considerando che un’eventuale ripartenza in caso di continuità aziendale non avverrebbe prima della fine di marzo.

Il sindacato chiede inoltre garanzie immediate sul pagamento regolare degli stipendi di ottobre, con scadenza prevista a novembre. La richiesta è di accelerare la valutazione delle offerte e l’aggiudicazione degli asset, così da preservare l’attività di progettazione e costruzione e tutelare l’occupazione. La crisi coinvolge infatti centinaia di famiglie e incide sul futuro di Marina di Carrara.