Toscana

Siena unisce istituzioni e sindacati contro le crisi industriali

Un protocollo coordina interventi preventivi, ricollocazioni e investimenti per sostenere aziende e lavoratori

La crisi industriale che sta attraversando il territorio senese si misura con una stima di 1.500 posti di lavoro a rischio e con l’aumento della cassa integrazione. Per affrontare una fase che sta mettendo sotto pressione il sistema produttivo e occupazionale, istituzioni, organizzazioni sindacali, università e associazioni datoriali hanno scelto di rafforzare il coordinamento e di presentarsi ai tavoli decisionali con una posizione condivisa.

Il passaggio più ampio è stato compiuto il 31 agosto, con la sottoscrizione di un protocollo per il rilancio del territorio. Al confronto hanno partecipato la Provincia di Siena, la Regione Toscana attraverso l’Unità di crisi, il Comune di Siena, Cgil, Cisl e Uil, la Camera di Commercio, la Fondazione Mps, l’Università degli Studi, l’Università per Stranieri e le associazioni datoriali.

Un modello per anticipare le difficoltà

L’intesa non riguarda una singola vertenza, ma punta a costruire una rete stabile capace di intervenire prima che le situazioni aziendali più delicate degenerino. Il protocollo prevede una mappatura costante del tessuto industriale e dei fabbisogni delle imprese, con l’obiettivo di individuare per tempo i segnali di difficoltà e prevenire l’arrivo dei licenziamenti collettivi.

Tra gli obiettivi indicati figurano anche il reimpiego dei lavoratori coinvolti nelle crisi e lo sblocco di investimenti considerati strategici per il territorio. La logica è quella di mettere in relazione soggetti con competenze diverse, così da affrontare i problemi occupazionali non soltanto quando l’emergenza è già esplosa, ma anche nella fase di prevenzione.

Le vertenze ancora aperte

Accanto al protocollo generale proseguono i confronti sulle singole situazioni aziendali. Il tavolo sulla vertenza PayCare si è riunito per l’ultima volta il 2 ottobre a Palazzo Pubblico. Al confronto hanno preso parte il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, il consigliere regionale Valerio Fabiani, le segreterie sindacali territoriali e i delegati dei lavoratori del sito senese.

Al centro della discussione c’è il futuro dei 35 dipendenti rimasti e la scadenza del 31 dicembre, quando terminerà l’attuale periodo di cassa integrazione. Dal tavolo è emersa la necessità di chiedere al ministero del Lavoro una proroga di ulteriori sei mesi dell’ammortizzatore sociale. Parallelamente, è stato avviato un percorso per verificare concrete possibilità di ricollocazione.

Un altro dossier riguarda l’ex Beko Europe di viale Toselli. Il tavolo territoriale è stato avviato a maggio e nei mesi successivi è stato raccordato con il ministero delle Imprese e del Made in Italy. La vertenza sembra essere arrivata a un possibile passaggio decisivo dopo che il ministro Adolfo Urso ha indicato ufficialmente il nome di Leonardo Spa.

Resta aperto anche il confronto sul futuro di Mps. A settembre, con l’intensificarsi delle operazioni nel settore bancario, il dialogo è stato rafforzato attraverso un tavolo politico-istituzionale che ha coinvolto il Consiglio comunale di Siena, maggioranza e opposizione, Provincia, Regione Toscana e organizzazioni sindacali del comparto.

Il tavolo ha portato alla definizione di una posizione politica unitaria e di una mozione consiliare. Le richieste riguardano il mantenimento della Direzione generale a Siena, la salvaguardia del marchio e la tutela dei livelli occupazionali cittadini. La strategia individuata dal territorio si fonda quindi sul coordinamento tra gli attori economici e istituzionali, con l’obiettivo di tutelare occupazione e sviluppo locale.