Un’ora di sciopero e un presidio davanti ai cancelli di Hitachi Rail di via Ciliegiole, a Pistoia, per denunciare l’impatto dell’aumento dei prezzi e del costo dei carburanti sui redditi delle famiglie. La protesta ha coinvolto lavoratrici e lavoratori di diverse aziende metalmeccaniche, con iniziative analoghe organizzate anche a Firenze e nel Mugello.
La mobilitazione si è svolta dalle 13 alle 14 ed è stata promossa dalle rappresentanze sindacali unitarie delle aziende del settore insieme a Fiom e Cgil. Al centro della protesta c’è la perdita di potere d’acquisto, che secondo i sindacati sta riducendo la capacità delle famiglie di sostenere le spese quotidiane. Tra i messaggi esposti durante il presidio anche quello relativo al costo di una pizza al ristorante, diventato ormai difficile da affrontare per molte persone.
La richiesta di interventi strutturali
Al presidio di Pistoia era presente Stefano Angelini, segretario generale della Fiom di Firenze, Prato e Pistoia. Il rappresentante sindacale ha definito la protesta un diritto dei lavoratori e ha sostenuto che il carovita stia incidendo direttamente sugli stipendi. L’obiettivo delle iniziative, organizzate nei diversi poli industriali, è sollecitare il Governo ad adottare provvedimenti strutturali per contrastare gli effetti dell’inflazione e garantire maggiore stabilità alla crescita economica.
Andrea Vignozzi, della Fiom, ha sottolineato che il problema riguarda l’intera società, con conseguenze particolarmente pesanti sui lavoratori e sui loro salari. Il sindacalista ha inoltre ricordato la manifestazione nazionale in programma a Roma il 17 ottobre, dedicata proprio alla difesa del potere d’acquisto.
Le difficoltà del territorio pistoiese
Alla mobilitazione ha partecipato anche Daniele Gioffredi, segretario generale della Cgil Prato-Pistoia. Secondo il sindacalista, Pistoia registra livelli di inflazione particolarmente elevati ed è tra le città più care d’Italia. Una situazione che, a suo giudizio, colpisce soprattutto le fasce più deboli e si inserisce in un quadro segnato dall’impoverimento del territorio, dall’aumento della cassa integrazione e dalla precarietà occupazionale.
I rappresentanti sindacali hanno richiamato anche i bassi salari, la deindustrializzazione e la crescita dell’inoccupazione, oltre alla disoccupazione giovanile. Per Fiom e Cgil il primo intervento necessario riguarda il sistema fiscale, insieme a misure capaci di sostenere concretamente i redditi. Un ulteriore sciopero regionale è previsto il 14 ottobre a Massa.