Bergamo (BG)

Promoberg a Bergamo, Cda diviso sul compenso ad Agnelli

La decisione spetterà ai soci; sul tavolo anche la causa con Paeda per quasi 300 mila euro

Il consiglio di amministrazione di Promoberg non ha ancora trovato un accordo sul compenso da riconoscere a Paolo Agnelli, presidente e amministratore delegato della società fieristica bergamasca dallo scorso maggio. La questione è tornata all’ordine del giorno nella seduta del 3 novembre, dopo essere stata congelata a ottobre su input del nuovo presidente di Imprese & Territorio, Patrizio Ricci.

Il nodo riguarda la doppia carica ricoperta da Agnelli. Nella fase che ha preceduto la sua elezione, Confcommercio aveva indicato un compenso lordo annuo di 10 mila euro, cifra ritenuta dal presidente non adeguata. La richiesta avanzata al Cda era quella di collocarsi a metà strada tra i 60 mila euro riconosciuti al presidente della Camera di Commercio, Giovanni Zambonelli, e i 105 mila euro riferiti a Giovanni Sanga, 50 mila come presidente di Sacbo e 55 mila come presidente di Bgy Service.

Le ipotesi sul tavolo

Una prima proposta prevedeva per Agnelli un compenso complessivo di circa 40 mila euro. Successivamente è stata avanzata l’ipotesi di riconoscere 40 mila euro per il ruolo di presidente e altrettanti per quello di amministratore delegato, per un totale di 80 mila euro. Nessuna delle due soluzioni è stata approvata dal consiglio. Resta inoltre da chiarire la gestione del massimale di 180 mila euro previsto per l’incarico di amministratore delegato e, in particolare, se l’eventuale somma non utilizzata debba rimanere nella disponibilità della società.

La decisione finale spetterà all’assemblea dei soci, chiamata a stabilire l’entità dei compensi per gli amministratori. Nelle ipotesi discusse, ai consiglieri senza deleghe sarebbero spettati 3 mila euro, mentre per quelli con responsabilità operative il compenso sarebbe stato di 10 mila euro. La discussione si inserisce nel mandato manageriale assunto da Agnelli, che ha dichiarato di concentrarsi soprattutto sulle attività operative legate allo sviluppo di Promoberg.

Il progetto sull’alluminio e la causa con Paeda

Tra le iniziative esaminate dal presidente c’è uno studio sulle potenzialità di una manifestazione fieristica a Bergamo dedicata all’alluminio. Il riferimento europeo è la fiera Aluminium di Düsseldorf, che nell’edizione 2026 ha registrato 21.115 visitatori provenienti da 105 Paesi. Il settore italiano, secondo una stima riportata nel corso della discussione, vale circa 14 miliardi di euro e conta 16 mila addetti diretti, con un indotto più ampio nelle attività di trasformazione e negli impieghi finali. L’obiettivo sarebbe individuare una formula per affidare la gestione di un evento specializzato e internazionale a una regia industriale.

Il Cda ha infine affrontato il contenzioso tra Promoberg e Paeda, società riconducibile a Paola Brancati, moglie dell’ex amministratore delegato Davide Lenarduzzi. La società era stata incaricata dell’attività commerciale per Case Italy, la fiera dedicata all’involucro edilizio organizzata a Bergamo nel 2025 e nel 2026. Promoberg chiede l’annullamento dei contratti e la restituzione di una somma vicina ai 300 mila euro già versata.

Il 16 luglio Paeda aveva ottenuto un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo per 87 mila euro, relativi a una tranche dell’evento di febbraio, procedendo poi al pignoramento dei conti bancari di Promoberg. Nel giudizio di opposizione promosso dalla società fieristica, il giudice ha però sospeso in via cautelare la provvisoria esecutività del decreto. Il provvedimento non decide il merito della controversia, ma ha determinato la sospensione della procedura esecutiva già avviata. L’azione potrà riprendere soltanto se il decreto tornerà ad avere efficacia esecutiva.