Nazionale

Otto per mille, 114,5 milioni per l’edilizia scolastica

Il provvedimento MIM stabilisce priorità, criteri territoriali e un tetto massimo di un milione a intervento.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 219 del 21 settembre il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 21 agosto, che definisce i criteri per l’assegnazione delle risorse provenienti dalla quota dell’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a diretta gestione statale.

Le somme sono destinate, nei limiti delle disponibilità annuali e degli stanziamenti attribuiti alle diverse aree, a interventi urgenti e indifferibili necessari a garantire il diritto allo studio. Per le annualità 2023 e 2024, l’importo complessivo dei finanziamenti ammonta a 114.498.620,84 euro.

Ripartizione delle risorse

Le risorse disponibili vengono suddivise in tre parti di pari importo sulla base delle aree geografiche. La prima riguarda il Nord, con Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.

La seconda area comprende il Centro e le Isole, con Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sicilia e Sardegna. La terza è quella del Sud, formata da Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria.

Interventi e criteri di priorità

Il decreto stabilisce un ordine di priorità per l’utilizzo dei finanziamenti. In cima alla lista figurano gli interventi urgenti resi necessari da eventi sismici, calamitosi, eccezionali e non prevedibili, seguiti dagli interventi locali e dai lavori di miglioramento o adeguamento sismico.

Sono inoltre finanziabili le opere conseguenti al crollo di solai e controsoffitti e quelle necessarie a ripristinare l’agibilità degli edifici dopo una chiusura disposta dall’autorità competente. Rientrano tra le priorità anche la manutenzione straordinaria per prevenire il rischio di sfondellamento e mettere in sicurezza solai e controsoffitti, oltre alla bonifica di elementi contenenti amianto e al ripristino funzionale delle parti interessate.

In coda all’ordine di priorità sono previsti gli interventi indispensabili per garantire il diritto allo studio e il regolare svolgimento dell’attività didattica. Gli interventi ammissibili saranno individuati attraverso uno o più avvisi pubblici.

La selezione terrà conto, nell’ordine, della popolazione scolastica coinvolta, dell’età dell’edificio, dell’assenza di soluzioni alternative idonee a garantire la continuità delle lezioni e della mancanza di altri finanziamenti pubblici per la stessa tipologia di intervento.

Per ciascun intervento il contributo massimo riconoscibile è fissato in 1.000.000 di euro.