Nel corso del 2025, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha portato a termine 27 accordi di reindustrializzazione e percorsi di rilancio produttivo, con una media di un accordo ogni due settimane. Secondo i dati diffusi dal Ministero, queste intese hanno permesso la tutela o la stabilizzazione di oltre 14.260 lavoratori, confermando il ruolo del MIMIT come sede istituzionale di riferimento nella gestione delle crisi industriali.
Tra le vertenze più significative risolte nell’anno figurano aziende come La Perla, Beko, Coin, Gruppo Dema, Diageo, Speedline, Riello, Jabil, Venator e Adriatronics.

Il ministro Adolfo Urso ha sottolineato:
“Un traguardo significativo, raggiunto affrontando vertenze particolarmente complesse, spesso irrisolte da anni e ad alto impatto occupazionale, che hanno trovato una prospettiva concreta di continuità e rilancio industriale grazie a un dialogo costante e responsabile tra istituzioni, imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali”.
Rientri industriali e consolidamenti strategici
Fra i risultati più rilevanti si segnala il rientro in Italia di asset industriali storici e simbolici, come lo stabilimento Cinzano del gruppo Diageo, e il consolidamento di realtà strategiche, tra cui Riello, recentemente entrata nel gruppo Ariston.
In diversi casi, l’intervento del MIMIT ha permesso di ritirare licenziamenti unilaterali, favorendo una gestione concertata degli esuberi e sostenendo percorsi di riorganizzazione e rilancio industriale, come nelle vertenze Berco e Yoox.
Gestione di crisi complesse: il caso La Perla
Alcune vertenze hanno richiesto approcci particolarmente articolati. È il caso di La Perla, che ha coinvolto quattro procedure concorsuali, di cui una extra-UE, con finalità differenti. La gestione di questa crisi, secondo il Mimit, ha rappresentato un riferimento metodologico per altre vertenze industriali, dimostrando come il dialogo strutturato possa garantire continuità produttiva e tutela occupazionale anche in situazioni complicate.
Focus sul Mezzogiorno
Il MIMIT ha dedicato attenzione anche alle crisi industriali del Sud Italia, intervenendo su aziende radicate nel territorio. Tra queste si segnalano il Gruppo Dema, già risolta, e AC Boilers, in fase di finalizzazione, confermando l’impegno del Ministero nel sostenere la manifattura locale e i posti di lavoro nelle regioni meridionali.
Numeri e tavoli di crisi
Nel corso del 2025, sono stati convocati 208 tavoli plenari, accompagnati da numerosi incontri di coordinamento tecnico. Attualmente i tavoli di crisi attivi sono 41, in calo rispetto ai 55 del 2022, con 34.802 lavoratori coinvolti, a fronte degli oltre 80.000 di tre anni fa.
“Un dato che certifica un cambio di passo strutturale: meno crisi aperte, più soluzioni definitive”, commenta il Mimit.
“Soluzioni industriali e occupazionali”
“Le intese raggiunte confermano la proattività del Dicastero e il riconoscimento del Mimit quale sede istituzionale di riferimento per la definizione di soluzioni industriali e occupazionali. A queste intese si affiancano ulteriori accordi di continuità produttiva e di salvaguardia occupazionale nei principali settori della manifattura e dei servizi, frutto di un confronto costante e responsabile che ha visto il Mimit svolgere un ruolo di regia tra istituzioni, imprese e parti sociali”, conclude così il resoconto.