Imprese anziane, il ricambio generazionale è in affanno

A Viterbo, il 17,9% dei titolari individuali supera i 70 anni; calano invece le attività guidate dagli under 35.

Il tessuto produttivo della provincia di Viterbo presenta una delle quote più alte d’Italia di titolari anziani. Secondo i dati elaborati dalla Cna sul passaggio generazionale, il 17,9% dei titolari di imprese individuali ha almeno 70 anni. La provincia si colloca così al secondo posto nella graduatoria nazionale, preceduta soltanto da Grosseto, con il 18,7%.

Il dato viterbese arriva in un contesto segnato dalla difficoltà di assicurare l’ingresso di nuove generazioni nel mondo produttivo. La distanza tra la conclusione dell’attività da parte degli imprenditori più anziani e la disponibilità di giovani pronti a subentrare rischia di diventare particolarmente evidente nei comparti dell’artigianato e della piccola impresa.

La frenata dell’imprenditoria giovanile

Tra il 2014 e il 2024, le attività guidate da under 35 hanno registrato una contrazione significativa in diversi settori. Nell’edilizia sono venute meno quasi 40mila attività giovanili, con una diminuzione del 38,7%. Nel commercio la riduzione ha superato le 66mila unità, pari al 36,2%.

La flessione ha riguardato anche l’industria, che ha perso oltre 14mila imprese giovanili, con un calo del 35,9%, e il turismo, arretrato del 18,3%. In controtendenza risultano i servizi alle imprese, cresciuti del 3,5%, mentre il settore primario, comprendente agricoltura e pesca, ha mantenuto una sostanziale stabilità.

Le proposte per il passaggio di impresa

Per il presidente nazionale della Cna, Dario Costantini, il ricambio ai vertici delle attività produttive rappresenta una questione di politica industriale da affrontare con urgenza. La chiusura di un’impresa priva di un successore, ha osservato, comporta non solo la perdita di un’attività economica, ma anche la dispersione di competenze, professionalità e rapporti consolidati con clienti e fornitori.

L’associazione propone di trasformare la successione imprenditoriale in una politica strutturata per la trasmissione d’impresa. Tra le misure indicate figurano strumenti per favorire l’incontro tra chi intende cedere un’attività e chi vuole rilevarla, percorsi di trasferimento delle competenze, accesso agevolato al credito e incentivi fiscali e finanziari.

La Cna richiama inoltre il possibile ricorso a operazioni di workers buyout e a interventi mirati per sostenere l’ingresso dei giovani nei mestieri artigiani. L’obiettivo è evitare che attività ancora solide interrompano la propria operatività per l’assenza di un passaggio generazionale, con ricadute su occupazione e capacità produttiva del territorio.