L’occupazione in Italia ha perso slancio negli ultimi mesi, ma il mercato del lavoro continua a mostrare alcuni segnali di tenuta. Tra aprile e agosto il numero complessivo degli occupati è diminuito di 10mila unità, interrompendo la precedente fase di crescita. Il dato emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui più recenti dati Istat.
Indicatori ancora in equilibrio
Secondo Confcommercio, la riduzione registrata nel periodo può essere interpretata come un segnale di rallentamento della ripresa. Il quadro, tuttavia, non è univoco. Tra il primo e il secondo trimestre del 2026, infatti, sia il Pil sia l’occupazione sono aumentati dello 0,2% su base congiunturale, confermando una crescita seppur contenuta.
Anche le forze di lavoro si mantengono su livelli elevati, vicini ai 26 milioni di persone, il valore più alto mai registrato. Nell’ultimo mese, inoltre, le persone in cerca di un’occupazione sono aumentate di 48mila unità. Per l’Ufficio Studi di Confcommercio, il fenomeno potrebbe essere collegato anche al progressivo ingresso nel mercato del lavoro di persone che in precedenza erano scoraggiate e non cercavano un impiego. Una tendenza analoga era già stata osservata nel secondo trimestre.
La composizione dell’occupazione
Un altro elemento indicato nell’analisi riguarda la qualità e la composizione dei rapporti di lavoro. I dipendenti con contratto a tempo indeterminato rappresentano ormai il 68,5% degli occupati complessivi e il loro numero continua ad aumentare. Secondo Confcommercio, questo andamento suggerirebbe che le imprese non prevedono, almeno nel breve periodo, una significativa contrazione dell’attività economica.
Restano però alcune criticità strutturali. Tra i principali problemi vengono segnalati lo scarso impiego delle donne e le difficoltà nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, che continuano a limitare il pieno utilizzo delle risorse disponibili. A queste questioni si aggiungono le dinamiche demografiche e il ricambio generazionale nelle imprese oggi guidate dalla generazione dei baby boomers.
Per Confcommercio, questi fattori sono destinati ad avere un peso crescente sul mercato del lavoro italiano. Il rallentamento degli occupati convive quindi con una presenza più ampia di contratti stabili e con una partecipazione potenziale al mercato ancora in aumento, ma il quadro resta condizionato da squilibri demografici, di genere e di competenze.