Marche

Fermo, 31 Comuni ammessi agli aiuti regionali per le imprese

Carta valida fino al 2027; tetti distinti secondo dimensione aziendale e disciplina prevista dall’avviso.

Sono 31 su 40 i Comuni della provincia di Fermo inseriti nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. L’inclusione può consentire alle imprese che realizzano investimenti nelle aree ammesse di accedere, nei bandi che applicano questa disciplina, a intensità di sostegno più elevate rispetto a quelle previste in altri territori.

La Carta, valida fino al 31 dicembre 2027, non è però un bando e non assegna automaticamente risorse. Non apre sportelli né garantisce contributi: individua le zone nelle quali lo Stato, la Regione o altri enti pubblici possono concedere aiuti agli investimenti entro limiti più elevati, quando la misura pubblicata richiama espressamente la normativa sugli aiuti a finalità regionale.

I Comuni inseriti nella Carta

L’elenco comprende Altidona, Amandola, Belmonte Piceno, Campofilone, Falerone, Fermo, Francavilla d’Ete, Magliano di Tenna, Massa Fermana, Monsampietro Morico, Montappone, Monte Rinaldo, Monte San Pietrangeli, Monte Urano, Monte Vidon Corrado, Montefalcone Appennino, Montefortino, Montegiorgio, Montegranaro, Monteleone di Fermo, Montelparo, Ortezzano, Pedaso, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Rapagnano, Santa Vittoria in Matenano, Sant’Elpidio a Mare, Servigliano, Smerillo e Torre San Patrizio. Magliano di Tenna è stato aggiunto dopo una modifica approvata dalla Commissione europea nel dicembre 2023, entrata in vigore il 1° gennaio 2024.

Per ottenere l’eventuale vantaggio non basta avere la sede legale in uno dei Comuni interessati. È determinante il luogo nel quale viene realizzato il progetto, cioè l’unità produttiva o la sede operativa indicata nella domanda, secondo le condizioni fissate dal singolo avviso.

Massimali e verifiche necessarie

Per gli investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di euro, i massimali indicati sono del 35% per le piccole imprese, del 25% per le medie e del 15% per le grandi. Si tratta di limiti teorici, non di percentuali garantite. Il tetto effettivo può essere più basso o il contributo può non essere riconosciuto, in base alle regole del bando, alle risorse disponibili, alle spese ammesse, al punteggio ottenuto e alla conclusione corretta dell’investimento.

In concreto, una piccola impresa che presenti un progetto da 100mila euro per impianti, macchinari o tecnologie potrebbe arrivare a un sostegno teorico di 35mila euro, se l’avviso applica la Carta e considera ammissibili tutte le spese. La parte restante dell’investimento dovrebbe comunque essere coperta dall’azienda, con risorse proprie o finanziamenti, insieme agli eventuali costi esclusi.

Prima di presentare la domanda occorre verificare il Comune in cui sarà realizzato l’investimento, il regime normativo richiamato dall’avviso, la corretta classificazione dell’impresa e la tipologia di spese finanziabili. Vanno inoltre controllate la data di avvio del progetto e le regole sulla cumulabilità con altri incentivi. In molti casi, ordini, pagamenti o lavori effettuati prima della domanda possono rendere le relative spese non ammissibili.

La Regione Marche pubblica le opportunità nella sezione dedicata ai bandi attivi e nel calendario delle misure in uscita. Per le aziende del Fermano il riferimento principale resta il testo ufficiale dell’avviso, con allegati, modulistica e decreto di approvazione. Commercialisti, consulenti e associazioni di categoria possono supportare la preparazione della pratica, ma non sostituiscono la verifica diretta delle condizioni previste.