Firenze (FI)

Emergenza abitativa a Firenze, 15mila famiglie nella fascia grigia

Il Sunia stima 30mila immobili inutilizzati e chiede di recuperarli per calmierare i canoni

A Firenze potrebbero esserci circa 30mila appartamenti privati vuoti, mentre almeno 15mila nuclei familiari non riescono a sostenere i costi di un affitto o di un mutuo. È il quadro tracciato dal Sunia Cgil, che individua nella cosiddetta fascia grigia le persone escluse sia dall’edilizia residenziale pubblica sia dal mercato privato. Si tratta spesso di lavoratori e giovani con redditi insufficienti per affrontare i canoni richiesti in città.

La stima degli alloggi inutilizzati non deriva ancora da un censimento, ma da una valutazione del sindacato. L’obiettivo indicato dal segretario del Sunia, Fabio Seggiani, è avviare una mappatura degli immobili e comprenderne le ragioni della mancata occupazione. Il recupero anche di una parte di queste abitazioni, secondo l’organizzazione, potrebbe aumentare l’offerta disponibile e favorire contratti a canone concordato.

Domande in crescita e spostamenti nell’area

La difficoltà riguarda anche chi ha un lavoro ma non dispone di risorse sufficienti per pagare l’affitto. Le richieste di aiuto rivolte al Sunia sono aumentate progressivamente negli ultimi due anni e hanno registrato un’accelerazione dall’inizio dell’anno. La ricerca di un’abitazione condiziona inoltre la possibilità di restare a Firenze: molte persone si spostano verso altri comuni in base alle proprie capacità economiche.

Tra le località più richieste viene indicata Scandicci, anche per la presenza della tramvia, insieme ai comuni della Piana e al Mugello, come Borgo San Lorenzo. L’aumento dei canoni, tuttavia, ha interessato anche queste zone. Il sindacato propone quindi di rafforzare l’offerta di abitazioni a canone concordato. Il contributo affitto può sostenere le famiglie, ma le risorse dipendono soprattutto dagli stanziamenti comunali e, secondo Seggiani, gli aiuti statali non sono stati incrementati mentre le domande continuano a crescere.

Il divario nell’edilizia pubblica

Un’esperienza di mappatura è già stata realizzata a Scandicci con la collaborazione dell’istituto di ricerca Irs, individuando un potenziale di oltre 3mila alloggi sfitti. Il passaggio successivo consiste nel contattare i proprietari, capire perché gli immobili siano inutilizzati e introdurre incentivi per rimetterli sul mercato a condizioni sostenibili. Il Sunia auspica che iniziative analoghe vengano adottate anche dagli altri Comuni dell’area fiorentina.

La distanza tra il bisogno abitativo e le disponibilità pubbliche emerge anche dai dati del Comune di Firenze. Il nuovo bando per l’edilizia residenziale pubblica ha raccolto 3.790 domande: 2.758 sono state ammesse e 1.032 escluse provvisoriamente. L’inserimento in graduatoria non garantisce comunque l’assegnazione immediata di un alloggio, che dipende dal numero di abitazioni disponibili e dalla posizione raggiunta.

Nei primi otto mesi del 2026 sono stati assegnati circa 200 alloggi, oltre 600 dall’inizio del mandato amministrativo. L’assessore al welfare Nicola Paulesu ha riferito che prosegue il programma di riqualificazione degli appartamenti pubblici rimasti vuoti, con l’obiettivo di effettuare nuove assegnazioni e seguire le graduatorie emergenziali. Per gli interventi di recupero il Comune ha stanziato 20 milioni di euro nel triennio 2025-2027, di cui sette milioni previsti per il 2026.