Nazionale

Domanda di lavoro delle imprese: valore stabile nel 2025

Un valore che si distanza di sole 640 unità rispetto al 2024.

Domanda di lavoro delle imprese: valore stabile nel 2025

Le rilevazioni del sistema informativo Excelsior realizzato Unioncamere – in accordo con Anpal – relativi alle proiezioni occupazionali da parte delle aziende evidenziano un’offerta di lavoro pressoché stabile delle imprese in provincia di Como nel 2025 rispetto al 2024.

Lavoro, le domande delle imprese nel 2025

Il comunicato firmato dal coordinatore di Uil Lario, Dario Esposito, porta i dati sulla domanda di lavoro delle imprese nel 2025. In Italia, il valore assoluto sono state 5.807.720, quindi 136.500 rispetto al 2024 (-2.30%). In Lombardia si è registrato un -4.49%: sul valore assoluto di 1.033.310 sono 48.590 quelle in meno. Per quanto riguarda il comasco, sono state 49.010 le domande con un 1.29% in meno sul 2024 (640 unità). L’offerta di lavoro da parte delle aziende ha subito un calo generale con una leggere flessione, minore rispetto alla media nazionale e regionale, anche a Como.  Si legge: “Ancora una volta i dati confermano che il contratto a tempo indeterminato è quello meno favorito dalle aziende (21,4% dei casi nel comasco, 23,8% in regione Lombardia, 17,4% in Italia). Le offerte tendono a creare un rapporto di lavoro dipendente con l’azienda nell’85,2% dei casi a Como, nell’ 80,4% dei casi in Regione Lombardia, nell’ 85,3% dei casi in Italia. Rimangono residuali in tutti e tre i livelli territoriali i rapporti in somministrazione, di collaborazione…

Proiezioni occupazionali

I settori che hanno registrato una maggiore propensione ad assumere: in provincia di Como i servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici (12.440 casi) e servizi alle persone (6.160 casi), commercio al dettaglio, all’ingrosso e riparazione di autoveicoli e motocicli (6.120 casi).  In Italia i servizi alle imprese (1.267.950 casi) e turismo (1.169.720). In Lombardia i servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici (153.430), Commercio al dettaglio, all’ingrosso e riparazione di autoveicoli e motocicli (138.400 casi), costruzioni (110.020 casi). La difficoltà di reperimento a Como nel 2025 diminuisce rispetto al 2024 ma rimane più alta sia della media regionale che nazionale, nel dettaglio: in provincia si passa dal 55% nel 2024 al 52% del 2025, in Lombardia dal 49 al 48% e in Italia dal 48% al 47%. Nel comasco, pesa maggiormente la mancanza di candidati nel settore delle costruzioni (51 casi su 100 mancano candidati), servizi alle persone (38 casi su 100 mancano candidati) e industria tessile e dell’abbigliamento (37 casi su 100 mancano candidati).

Uomini o donne?

A Como nelle offerte lavorative è richiesto il genere femminile nel 19,2% dei casi, nel 28,6% maschile, nel 52,2% non c’è alcun criterio distintivo. In Lombardia è richiesto il genere femminile nel 15,5% dei casi, il maschile nel 32%, nel 52,5% non c’è alcun criterio distintivo. In Italia è richiesto il genere femminile nel 17% dei casi; il maschile nel 31%, non c’è alcun criterio distintivo nel 52% dei casi. Si legge: “E’ facile notare che sebbene Como abbia una migliore media rispetto quella regionale e nazionale sulla ricerca di personale femminile rimane una importante soglia di sbarramento all’ingresso nel mercato del lavoro.

Relativamente ai corsi di formazione delle imprese a favore dei propri dipendenti, a Como su 14.473 imprese il 34% (4.920 in valore assoluto) ha effettuato corsi per i propri dipendenti. In Lombardia su 258.666 imprese il 33% (85.359 in valore assoluto) ha effettuato corsi per i propri dipendenti. In Italia il 28% delle imprese (441.170 in valore assoluto) ha effettuato corsi per i propri dipendenti. Relativamente alle attività di formazione svolte dalle imprese a favore dei propri dipendenti, a Como il 55% delle imprese pari a 7.960 hanno svolto attività di formazione. In Lombardia il 54% delle imprese pari a 139.680. In Italia il 49% delle imprese pari a 770.670.

“Crisi strutturale di attrattività”

Il commento di Uil Lario sui dati riportati: “I dati Excelsior 2025 indicano che il mercato del lavoro comasco è colpito da una crisi strutturale di attrattività. Il lieve calo delle assunzioni, inferiore alle medie regionale e nazionale, convive con una difficoltà di reperimento del personale tra le più elevate del Paese. Un segnale evidente di un mismatch persistente tra domanda e offerta di lavoro, che non può essere spiegato solo con la carenza di competenze, ma rimanda alla qualità complessiva delle condizioni di lavoro e di vita sul territorio. In un’area di confine fortemente esposta alla concorrenza del mercato del lavoro svizzero, salari, costo della vita, accesso alla casa, servizi e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro incidono direttamente sulla capacità del sistema produttivo di trattenere persone e competenze. Ignorare questi fattori significa accettare una progressiva dispersione di capitale umano e una fragilità crescente del tessuto economico locale. In questo quadro UIL Lario segue con interesse il dibattito sull’ipotesi di una Zona Economica Speciale di confine. È un confronto che, per essere credibile, deve necessariamente approdare in sede europea: i requisiti per l’istituzione e il funzionamento delle ZES sono definiti dall’Unione Europea e il passaggio europeo non è un vincolo formale, ma una garanzia di politiche serie, mirate e non episodiche. Accanto agli strumenti di politica economica, un ruolo decisivo è svolto dalla contrattazione di secondo livello. Per il mercato del lavoro comasco non è solo un elemento auspicabile, ma una leva essenziale di tenuta del sistema produttivo: sul piano quantitativo, per contrastare la dispersione di competenze verso l’estero; su quello qualitativo, per valorizzare e trattenere professionalità consolidate. Infine, la formazione continua rappresenta un’infrastruttura strategica. La propensione delle imprese a investire è un dato positivo, ma senza certificazioni riconoscibili e senza una reale misurazione delle competenze, la formazione rischia di rimanere formale e poco incisiva. Per UIL Lario, attrattività territoriale, contrattazione e formazione sono parti di un’unica strategia. Solo tenendo insieme questi elementi è possibile affrontare le criticità strutturali del mercato del lavoro comasco e costruire prospettive di lavoro dignitoso e stabile, in una visione europea, concreta e socialmente responsabile”.