Con la Risoluzione n. 41, datata 30 ottobre 2026 e pubblicata il 3 novembre, l’Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo per utilizzare in compensazione il credito d’imposta riconosciuto alle imprese agricole che acquistano gasolio e benzina destinati ai mezzi impiegati nell’attività.
L’agevolazione è stata introdotta per attenuare gli effetti economici legati all’aumento eccezionale dei prezzi dei carburanti, attribuito alle recenti crisi internazionali. Il contributo straordinario spetta a parziale compensazione dei maggiori costi effettivamente sostenuti dalle imprese, secondo le condizioni e le modalità previste dalla normativa di riferimento.
Come utilizzare il credito
Le regole di attuazione sono state definite con il decreto del 24 luglio 2026, n. 0365846, del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Il credito può essere utilizzato esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
La compensazione deve essere effettuata entro il 31 dicembre 2026, attraverso il modello F24 presentato unicamente mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. L’utilizzo è possibile dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento di concessione previsto dal decreto attuativo.
L’importo indicato nel modello F24 non può superare quello effettivamente disponibile. In caso contrario, l’operazione di versamento viene scartata. Ogni beneficiario può verificare l’ammontare dell’agevolazione fruibile tramite il proprio cassetto fiscale, nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate. Il dato è comunicato dal Ministero dell’agricoltura.
Il codice tributo 7081 nel modello F24
Per consentire l’utilizzo del credito è stato istituito il codice tributo 7081, denominato «Credito d’imposta per l’acquisto di carburante a favore delle imprese agricole – articolo 8-ter del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38».
Nel modello F24 il codice deve essere riportato nella sezione «Erario», nella colonna «importi a credito compensati». Se il contribuente deve invece restituire l’agevolazione, il codice va indicato nella colonna «importi a debito versati».
Il campo «anno di riferimento» deve riportare l’anno in cui è stata sostenuta la spesa, utilizzando il formato «AAAA» e seguendo l’indicazione presente nel cassetto fiscale. In fase di elaborazione dei modelli F24, l’Agenzia delle entrate verifica che il contribuente risulti nell’elenco dei beneficiari trasmesso dal Ministero e che la somma compensata non ecceda il credito spettante.
I controlli tengono conto anche di eventuali variazioni o revoche comunicate successivamente dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Il superamento dell’importo riconosciuto comporta lo scarto del modello F24.