Il rincaro del gasolio agricolo, l’aumento dei costi di trasporto e le bollette energetiche continuano a pesare sulle aziende agricole e sulle attività produttive piemontesi. In questo contesto, Confagricoltura Piemonte propone di valorizzare il patrimonio boschivo regionale per diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Il Piemonte dispone di circa un milione di ettari di foreste, una superficie paragonabile a quella agricola coltivata. Secondo l’organizzazione, questa risorsa potrebbe sostenere filiere energetiche locali, in particolare nelle aree interne e montane, attraverso l’uso del legno e delle biomasse per il riscaldamento di edifici pubblici, scuole, aziende agricole e strutture dei comuni montani.
La gestione forestale come leva economica
A sostenere la proposta è Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte. L’agricoltura, insieme all’autotrasporto e agli altri comparti produttivi, sta subendo gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti e dell’energia, ma potrebbe contribuire anche a ridurre la dipendenza complessiva dalle fonti fossili. Per Allasia, il legno dei boschi, se utilizzato in modo sostenibile, può sostituire una parte dei combustibili tradizionali e creare opportunità economiche e occupazionali nei territori.
I dati citati dall’associazione indicano un margine di crescita ancora ampio. In Europa viene utilizzato mediamente il 66% dell’accrescimento annuo della massa legnosa, mentre in Italia il prelievo resta al di sotto del 30%. Confagricoltura chiede quindi una gestione forestale attiva, con prelievi programmati e compatibili con la tutela ambientale. Tra le soluzioni indicate figurano impianti efficienti e reti di teleriscaldamento alimentate da biomasse locali.
Imprese e investimenti nella filiera
La filiera piemontese del legno-arredo genera un valore stimato di 1,2 miliardi di euro e comprende circa 460 imprese forestali. Il 96% è costituito da microimprese e l’80% è a conduzione familiare, realtà che devono confrontarsi con i rincari e con la concorrenza straniera.
In provincia di Cuneo, tra il 2010 e il 2025, le imprese di silvicoltura sono aumentate del 5%, arrivando a 338, mentre l’industria del legno ha registrato una diminuzione del 35,3%, scendendo a 396 attività. Confagricoltura chiede alla Regione di sostenere il Cluster Legno Piemonte, mettendo in rete proprietari, imprese e istituzioni e promuovendo investimenti nella viabilità forestale e nelle infrastrutture di prima trasformazione.
Per l’organizzazione, l’impiego del legno locale consentirebbe di trattenere valore economico nelle vallate, contrastare l’abbandono del territorio e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti. In Piemonte risultano inoltre oltre 103mila ettari di foreste certificate PEFC e più di 3.200 ettari destinati alla pioppicoltura.