San benedetto del tronto (AP)

Caro carburante, San Benedetto apre il confronto con i pescatori

La mobilitazione del 22 ottobre coinvolgerà anche la flotta sambenedettese, colpita dall’aumento dei costi e dalle quotazioni insufficienti.

Il Comune di San Benedetto del Tronto è pronto ad aprire un tavolo di confronto con i marittimi per affrontare le difficoltà della pesca. La disponibilità dell’amministrazione è stata confermata dal sindaco Nicola Mozzoni, che propone un percorso condiviso con gli operatori della marineria per individuare possibili forme di sostegno a un settore alle prese con una fase sempre più complessa.

L’apertura arriva mentre cresce la preoccupazione per il futuro delle imprese ittiche e si avvicina la mobilitazione nazionale del 22 ottobre, alla quale è previsto il coinvolgimento anche dei pescatori sambenedettesi. L’obiettivo del confronto è mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni e rappresentanti del comparto, partendo dalle esigenze di chi lavora quotidianamente in mare e dalle possibilità di intervento dell’ente comunale.

Il tavolo con gli operatori

“Dobbiamo stare vicini ai marittimi e trovare insieme delle soluzioni per aiutarli in questa situazione. È chiaro che dobbiamo capire quali siano le azioni necessarie per sostenerli il più possibile. Non possiamo pensare di risolvere da soli tutti i problemi della pesca”, ha affermato Mozzoni. Il sindaco ha sottolineato che il settore attraversa già una situazione di crisi e che l’attuale contesto ha reso ancora più pesante il quadro per imprese ed equipaggi.

“Come Comune siamo pronti a sederci con gli operatori per individuare insieme delle strade percorribili. Siamo disponibili ad aprire un tavolo di confronto”, ha aggiunto il primo cittadino. Il percorso dovrebbe consentire di distinguere le criticità che interessano direttamente il territorio da quelle che richiedono interventi del Governo o della Regione.

Costi in aumento e aste insufficienti

Al porto di San Benedetto, la ripresa delle attività dopo il fermo pesca non ha restituito serenità agli armatori. Il gasolio, arrivato intorno a 1,30 euro al litro, continua a incidere in modo significativo sui bilanci delle imprese. A pesare sono anche i prezzi del pescato all’asta, che non sempre consentono di compensare le spese sostenute per le uscite in mare.

La combinazione tra costi di gestione elevati e ricavi incerti mette sotto pressione soprattutto le aziende maggiormente esposte al prezzo del carburante. La questione riguarda gli armatori, gli equipaggi e l’intera filiera, compresi la commercializzazione del prodotto e i servizi portuali. Al centro della protesta del 22 ottobre ci sono quindi la sostenibilità delle attività e la richiesta di misure economiche capaci di garantire continuità al comparto.