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Borse europee in calo, Milano apre a -0,63%

Parigi e Francoforte seguono la flessione; Londra perde più dell’1%, differenziale tra titoli italiani e tedeschi pari 104 punti base

Borse europee in calo, Milano apre a -0,63%

Avvio debole per le Borse europee nella prima seduta del nuovo mese, nonostante i dati sull’inflazione statunitense diffusi ieri siano risultati migliori delle attese. A Milano il listino principale ha iniziato le contrattazioni in ribasso dello 0,63%, mentre Parigi e Francoforte hanno registrato una flessione analoga. Più pesante il calo di Londra, scesa di oltre l’1% in apertura.

Il movimento ribassista interessa dunque le principali piazze del Vecchio continente, dopo una seduta asiatica caratterizzata invece da un andamento positivo. I mercati dell’area hanno beneficiato soprattutto della performance del comparto dei microchip, sostenuto dai conti migliori delle attese presentati dal gruppo statunitense Micron. Il dato ha favorito gli acquisti sui titoli legati alla componentistica tecnologica.

La seduta in Asia

Tokyo ha chiuso in rialzo di oltre il 3%, con Advantest, società attiva nella componentistica, arrivata a sfiorare un progresso del 10%. Positiva anche Seoul, che ha terminato la giornata a +1,95%. Hong Kong e le Borse della Cina continentale sono rimaste invece chiuse per festività. Il quadro asiatico ha quindi mostrato una dinamica diversa da quella osservata in Europa, dove l’apertura è stata improntata alla cautela.

Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio è tornato sotto quota 100 dollari al barile. Il ribasso è però legato a un effetto tecnico: con l’inizio del nuovo mese è cambiato il future di riferimento, passando dalla consegna di novembre a quella di dicembre. Il Brent europeo si è così attestato a 98,7 dollari al barile. Il gas naturale è rimasto invece stabile a 72 euro per megawattora.

Lo spread tra Italia e Germania

In apertura è salito anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi, arrivato a 104 punti base. Il rendimento del decennale italiano si è portato al 4,64%. Il differenziale misura la distanza tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quello dei corrispondenti titoli tedeschi e rappresenta uno degli indicatori osservati dagli operatori per valutare il rischio percepito sul debito pubblico.