Le principali Borse europee hanno cambiato passo dopo un avvio di seduta in forte calo, sostenute dai segnali distensivi provenienti dalla politica estera statunitense. A far riprendere fiducia agli investitori sono state le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha annunciato progressi nei colloqui con l’Iran e il rinvio per cinque giorni di eventuali attacchi alle centrali elettriche e alle infrastrutture energetiche della Repubblica islamica, subordinando la sospensione all’esito positivo delle trattative.
Trump ha definito le conversazioni come “molto positive e produttive”, finalizzate a una possibile “risoluzione completa e totale delle ostilità in Medio Oriente”, un messaggio che ha subito alimentato l’ottimismo dei mercati (nonostante la smentita di Teheran circa possibili negoziati in corso).
Il rimbalzo di Milano e dei listini europei
Dopo un’apertura negativa con ribassi fino al -2,5%, la Borsa di Milano ha invertito la rotta, riportando i listini in territorio positivo intorno all’1,3% nel primo pomeriggio. La spinta è stata guidata dai comparti tecnologico, lusso e automotive, mentre le utility hanno registrato variazioni minime. Anche gli altri mercati europei hanno seguito la stessa dinamica: Francoforte +1,7%, Madrid +1,4%, Parigi +1,2% e Londra +0,2%, riflettendo la fiducia nella possibilità di una de-escalation geopolitica.
Wall Street accelera dopo la tregua annunciata
Anche negli Stati Uniti i mercati hanno reagito positivamente. Il Dow Jones ha registrato un rialzo del 2,1%, lo S&P 500 dell’1,77% e il Nasdaq del 2,2%, in risposta alla sospensione temporanea degli attacchi e ai colloqui positivi tra Washington e Teheran. L’ottimismo degli investitori è stato alimentato dalla percezione di una riduzione del rischio immediato e dalla possibilità di stabilità nella regione.
Petrolio e gas in calo
Le dichiarazioni di Trump hanno avuto un impatto diretto anche sui prezzi energetici. Il Brent ha perso il 10%, attestandosi a 100 dollari al barile, mentre il WTI è sceso a 89 dollari. Il prezzo del gas europeo ha registrato un calo del 6,5%, fermandosi a 55,38 euro al megawattora. Questi ribassi riflettono la diminuzione della percezione di rischio per le forniture provenienti dal Golfo Persico.
Spread e titoli di Stato
La tensione geopolitica si è riflessa anche sui titoli di Stato. Lo spread Btp-Bund, dopo aver raggiunto un picco di 104 punti, è sceso a 84 punti e si attesta ora intorno a 91, con il rendimento del decennale italiano al 3,92%. I titoli di Stato degli altri principali Paesi europei hanno mostrato dinamiche positive, mentre l’euro è rimasto stabile sul dollaro a 1,1567.