Asti (AT)

Banca di Asti, Malandrone chiede garanzie su lavoro e autonomia

Il consigliere civico domanda chiarezza su esodi, ingressi, sportelli e futuro dell’istituto

Il cambio ai vertici della Banca di Asti riapre il confronto sulle strategie future dell’istituto. Con l’insediamento di Maria Teresa Armosino alla presidenza e in vista del consiglio di amministrazione del 12 novembre, il consigliere comunale della lista Ambiente Asti, Mario Malandrone, chiede garanzie su occupazione, autonomia decisionale e radicamento nella provincia.

Il nodo degli esodi e delle assunzioni

Al centro dell’attenzione c’è il nuovo piano industriale che l’amministratore delegato Roberto Fiorini presenterà al consiglio. Il documento è stato annunciato nel segno della continuità, ma anche di una possibile discontinuità rispetto alle scelte precedenti. Malandrone chiede di chiarire quali siano i cambiamenti previsti, quali obiettivi li motivino e quali conseguenze possano avere per i lavoratori e per il territorio.

Un elemento già definito è l’accordo sindacale del 23 ottobre, che prevede fino a 165 uscite volontarie attraverso il prepensionamento e un ricambio occupazionale pari al 75 per cento. L’intesa ha migliorato la proposta iniziale dell’azienda, che indicava quaranta nuove assunzioni, ma lascia comunque intravedere un saldo negativo. Il consigliere ritiene quindi necessario sapere quante assunzioni saranno destinate alla sede di Asti e alle filiali della provincia, per tutelare sia l’occupazione sia la qualità dei servizi alla clientela.

Nel suo intervento, Malandrone richiama anche il contesto delle vertenze aperte nel capoluogo, tra cui quelle di Konecta e Tecnocall-Mediacom. La richiesta è di applicare lo stesso livello di attenzione alle riorganizzazioni del settore bancario e alle crisi industriali, evitando che il contenimento dei costi si traduca in una riduzione dei presidi e delle opportunità di lavoro.

Autonomia e radicamento territoriale

Un secondo capitolo riguarda l’indipendenza gestionale dell’istituto. Il consigliere domanda se il piano punterà sulla crescita organica, attraverso investimenti, sostegno alle imprese locali e mantenimento delle filiali nei piccoli centri, oppure se prenderà in considerazione aggregazioni con altri gruppi creditizi.

Restano inoltre sul tavolo i temi di trasparenza societaria sollevati nell’ultima assemblea dei soci, con particolare riferimento all’ingresso nell’azionariato del veicolo Economa Srl. Per Malandrone, su questi aspetti sono necessarie risposte chiare per preservare la credibilità della banca e consentire una valutazione consapevole delle future scelte strategiche.

Un ruolo rilevante viene attribuito alla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, socio di maggioranza relativa dell’istituto. Alla Fondazione viene chiesto di vigilare affinché le decisioni restino orientate agli interessi della comunità e non siano condizionate dalle dinamiche dei partiti.

Il passaggio di consegne tra il sindaco uscente Maurizio Rasero, che ha presieduto la banca nella fase preparatoria del piano, e la nuova presidente viene indicato come un momento da accompagnare con la massima indipendenza. Il consiglio del 12 novembre rappresenterà così il primo appuntamento per verificare l’indirizzo della nuova governance. L’auspicio espresso da Malandrone è che il programma venga illustrato con trasparenza alle organizzazioni di categoria e alle istituzioni locali, collegando lo sviluppo dell’istituto alla crescita economica e sociale di Asti.