Arezzo (AR)

Arezzo, il centro tra nuove aperture e vetrine vuote

Locali, botteghe e marchi si alternano lungo le strade storiche, mentre alcuni fondi restano inutilizzati.

Il centro di Arezzo continua a cambiare volto, tra attività che aprono, insegne che si spostano e fondi commerciali ancora vuoti. La rete dei negozi non cambia pelle in modo uniforme, ma attraversa una rotazione continua che interessa soprattutto le vie e le piazze della parte storica della città.

A San Jacopo sono in corso lavori nei fondi storici di Morini, destinati a riaprire con una nuova attività. Gli spazi, utilizzati in passato anche come bar, sono stati liberati da banconi e tavolini. Secondo le indiscrezioni, il negozio potrebbe tornare alla funzione originaria legata alle liste di nozze, ma il progetto non è ancora definito.

Nuovi locali tra San Francesco e Guido Monaco

In piazza San Francesco è arrivato il G Lab, aperto il 22 ottobre negli spazi che appartenevano a Banca Etruria. Il nuovo locale porta a sei le attività della zona legate alla somministrazione di cibo e bevande, mentre resta attesa la riapertura dei Costanti, storico caffè acquisito tre anni fa da Patrizio Bertelli.

La ristorazione si è rafforzata anche in via Guido Monaco, dove Massimo e Roberto Lodovichi hanno aperto durante l’estate il Bistrot negli spazi già occupati da Maninpasta, puntando anche sull’offerta all’aperto. Nella parte alta della strada ha invece aperto La Bottegaccia, ricavata nello storico negozio di Carla Cutini, legato alla nascita dell’antiquariato cittadino. Il punto vendita è stato trasformato in un’attività gastronomica.

Un altro cambio di insegna riguarda Sant’Agostino, dove il punto ristoro precedentemente conosciuto come Botteghino ha assunto il nome Civico 46, con piatti tipici e una proposta dedicata a vini e calici. In via di Tolletta, al Liquid Bar si affiancherà inoltre il Solid Bar. Anche in via Madonna del Prato si sono registrate nuove aperture: a settembre sono arrivati la pizzeria Mamma Mia e il Fermento Beverage Food, mentre Nelly ha inaugurato una vetrina dedicata all’abbigliamento.

Negozi, trasferimenti e spazi ancora vuoti

Il Corso mantiene il ruolo principale nella rete commerciale, ma anche qui la rotazione è evidente. L’ex spazio di Tally Weijl, nella parte alta, è interessato da lavori e potrebbe ospitare una grande gioielleria. Andrea Parati ha ampliato la propria attività trasferendo l’offerta di abbigliamento in via Garibaldi, all’inizio di Sant’Agostino, mentre nel tratto basso del Corso ha aperto Camicissima.

Luciano Imbriani ha chiuso la jeanseria di San Giovanni Decollato, dove potrebbe arrivare un marchio di abbigliamento per giovani proveniente dal Valdarno. Sotto il portico di San Jacopo è attiva dall’estate Suite Benedict, dedicata ad abbigliamento e accessori femminili. Nei giorni scorsi il marchio Ragno ha occupato gli spazi che in precedenza erano stati di Prestige e Anna Maria Polci. A fine ottobre, inoltre, Miniconf ha ampliato la propria presenza sul Corso con le collezioni Ido e Sarabanda.

Tra le chiusure figura Al Canto dei Bacci, gastronomia nello slargo omonimo, i cui spazi saranno rilevati da Gianluca Ricci, già alla guida del Grottino. Restano invece vuoti alcuni fondi di Madonna del Prato, tra cui il grande spazio che in passato aveva ospitato Apple, poi trasferitasi sul Corso. Alcuni locali tornano a essere utilizzati soltanto nel periodo natalizio, con l’arrivo di attività temporanee. Una delle aree rimaste libere è stata ampliata dalla Farmacia Merelli, che ha esteso i propri spazi sul Corso.

In via Garibaldi, di fronte all’ex Supercinema, l’artigiano Marco Conti ha aperto il suo primo negozio di gioielli. Continuano invece le difficoltà per le gallerie, in particolare per quella di piazzetta Sotto i Ponti, dove è rimasto il Caffè Novecento, alla ricerca di nuovi gestori. In via Cavour, infine, l’antica strada degli antiquari ospita oggi anche il nuovo Cremglassè e una staffetta nella proposta gastronomica tra Oceria e Pizzeria Francescana, attività appartenenti alla stessa famiglia.