Massimo Stronati, presidente di Interporto Marche, ha ripercorso le fasi che hanno portato alla realizzazione dell’hub di Amazon a Jesi, nelle Marche. In un’intervista ha raccontato una trattativa che, al momento del suo insediamento, sembrava ormai compromessa e che è stata rilanciata attraverso un nuovo passaggio urbanistico e il confronto con gli enti locali.
Stronati è stato eletto il 29 aprile 2022, quando i termini dell’operazione risultavano scaduti e il progetto appariva vicino al naufragio. Secondo il presidente, l’Interporto verificò che nessuno aveva ancora presentato al Comune di Jesi la richiesta di variante urbanistica. La domanda fu inoltrata e il 2 maggio la giunta guidata da Massimo Bacci approvò la delibera di San Floriano, contribuendo a riaprire il percorso amministrativo.
La scelta del sito e i timori sul commercio
La società dovette inoltre superare il parere contrario dello studio legale incaricato dal precedente consiglio di amministrazione, che aveva segnalato possibili danni erariali e criticità nel trasferimento dei diritti edificatori. Stronati ha riferito che, grazie al lavoro di consulenti locali, a metà giugno erano stati acquisiti i pareri legali e urbanistici necessari, insieme al consenso politico per procedere. Jesi ha quindi prevalso su Treviso e Ravenna, anche per la posizione e per la disponibilità di collegamenti stradali e ferroviari e di utenze già predisposte.
Il presidente ha ricordato che soltanto sei o sette persone, in quella fase, continuavano a credere nella riuscita dell’operazione. L’ingresso nel centro di distribuzione, ha spiegato, ha suscitato una forte emozione, anche per la presenza di scaffali robotizzati. Resta però il tema dell’impatto sul commercio locale e delle saracinesche abbassate nel centro cittadino. Per Stronati, la diffusione degli acquisti online riflette soprattutto il cambiamento delle abitudini dei consumatori, mentre l’insediamento di Amazon assegna a Jesi un ruolo centrale e una responsabilità sul piano socio-economico.
Nuovi servizi e collegamenti logistici
Interporto Marche punta ora a rafforzare la propria funzione logistica. Nelle scorse settimane è stato inaugurato l’hub della seta collegato con la Cina e, secondo quanto riferito da Stronati, è in preparazione un bando per un’area servizi affidata a gestori privati. Il progetto comprende un albergo da 57 camere, un bar self-service, un’officina mobile e un distributore di carburante predisposto per l’idrogeno.
Il presidente ha parlato anche dell’interesse per nuovi insediamenti, compresi i contatti con il gruppo cinese Omoda. Le aree interne disponibili, ha precisato, sono però limitate e potrebbe essere necessario importare diritti edificatori. Nel frattempo, il sistema dovrebbe assumere il nome di Porta logistica dell’Adriatico, con l’obiettivo di rafforzare i collegamenti con il porto di Ancona e con l’aeroporto. Restano aperti anche i confronti sulla stazione passeggeri, un intervento considerato oneroso.
Sul fronte ferroviario, oltre ai 33 treni già attivi, Amazon avrebbe avviato due nuovi carichi settimanali di merci diretti verso il Nord Italia. Quanto alla viabilità della Vallesina, Stronati ha citato lo studio del piano Sintagma commissionato dall’Interporto, secondo cui non emergerebbero grandi criticità. La rete stradale, ha aggiunto, reggerebbe anche perché l’hub non è ancora entrato a pieno regime e Amazon ha investito sulle infrastrutture.
Nel colloquio Stronati ha infine raccontato i tre anni trascorsi sotto scorta insieme alla famiglia, durante il periodo delle minacce legate alla vicenda. Ha descritto come difficile la presenza costante delle forze dell’ordine dentro e fuori casa, spiegando di aver inizialmente limitato le uscite e di aver poi ripreso l’attività accompagnato dagli agenti. Oggi è tornato a guidare la propria automobile, pur continuando a essere seguito dalle forze dell’ordine. La protezione resta parte della sua quotidianità, mentre il presidente considera ormai superata la fase più pesante della vicenda.