Trovare un alloggio a Modena e provincia è diventato sempre più difficile, soprattutto quando si cerca una soluzione abitabile a un prezzo sostenibile. Gli annunci raccolti dal Sunia mostrano casi di spazi molto ridotti proposti a cifre elevate: si va da un locale di 12 metri quadrati offerto a 480 euro al mese a un monolocale di 20 metri quadrati con un canone di 600 euro. In un altro caso, uno stabile composto da 42 piccoli appartamenti arriverebbe a ospitare tra 100 e 150 persone, con richieste vicine ai 2.000 euro mensili.
A segnalare quella che viene definita una deriva del mercato è Marzio Govoni del Sunia Modena. Secondo il sindacato degli inquilini, gli esempi rappresentano talvolta situazioni illegittime, mentre in altri casi si tratta di scelte commerciali formalmente consentite ma considerate discutibili. Il quadro, spiega Govoni, è legato alla scarsa disponibilità di immobili, all’aumento delle richieste e all’assenza di controlli ritenuti adeguati.
Gli annunci nelle diverse zone
Tra le offerte citate c’è un presunto appartamento di 12 metri quadrati nella zona del Policlinico, proposto a 480 euro al mese. In centro viene invece pubblicizzata una casa a schiera ristrutturata a 3.500 euro mensili. La superficie calpestabile, considerando i quattro piani di scale, sarebbe di circa 60 metri quadrati. L’annuncio richiama la vicinanza al ristorante Francescana e presenta l’immobile come una soluzione di lusso, una descrizione che il Sunia giudica non coerente con le caratteristiche osservabili.
Il caso di un alloggio di 7 metri quadrati aveva già suscitato clamore a Modena. Dopo quella vicenda, Immobiliare.it e Casa.it hanno rimosso dai propri portali gli immobili inferiori ai 20 metri quadrati, indicati come soglia minima dalla normativa. Secondo la denuncia, su Idealista continuerebbero invece a comparire proposte con metrature inferiori. A Bastiglia viene inoltre segnalato un immobile indicato come grande 65 metri quadrati, offerto a 3.300 euro: si trova al terzo piano senza ascensore e dovrebbe essere liberato nel fine settimana, quando rientra il proprietario.
Prezzi elevati e spazi ridotti
Govoni ricorda che affittare locali inferiori ai 20 metri quadrati è illegale e che le situazioni irregolari dovrebbero essere sanzionate. Il problema, però, riguarda anche gli alloggi formalmente in regola, ma disponibili soltanto a prezzi molto alti. La richiesta di 1.200 euro per 40 metri quadrati, osserva il rappresentante del Sunia, è il segnale di una crisi abitativa caratterizzata da canoni elevati e dalla concentrazione di più persone in ambienti angusti.
A Concordia viene indicata una camera di 14 metri quadrati con bagno a 700 euro al mese, un prezzo che Govoni considera tra i più alti della provincia. A Carpi, in via De Amicis, un bilocale dichiarato di 30 metri quadrati è proposto a 550 euro più utenze. L’alloggio si trova in un sottotetto e, secondo la segnalazione, la superficie realmente utilizzabile non supererebbe i 10 o 15 metri quadrati.
Anche a Sassuolo viene riportata un’offerta considerata emblematica: un appartamento di 20 metri quadrati a 700 euro, situato al secondo piano senza ascensore. Gli spazi sarebbero così ridotti da rendere necessario chiudere il letto per poter pranzare. L’annuncio specifica inoltre che non sono ammesse coppie stabili, perché l’alloggio sarebbe troppo piccolo. Per il Sunia, questi esempi descrivono una pressione crescente sul mercato degli affitti, dove la scarsità di abitazioni disponibili consente richieste sempre più alte anche per sistemazioni di dimensioni minime.