È scontro tra Aeroitalia e la Regione Sardegna sulla gestione della continuità territoriale. La compagnia ha annunciato l’intenzione di interrompere in anticipo il servizio e ha indicato gennaio 2027 come termine entro il quale vorrebbe concludere i collegamenti con l’Isola. La decisione apre una nuova fase di incertezza per il trasporto aereo sardo e mette la Giunta davanti alla necessità di individuare una soluzione per garantire la prosecuzione dei voli.
L’annuncio è arrivato al termine dell’incontro convocato dal ministero dei Trasporti sull’impatto dell’aumento del costo del carburante. Al confronto ha partecipato l’amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri, secondo cui non ci sarebbero più le condizioni economiche per continuare a operare. La compagnia ha comunque assicurato che non intende provocare disservizi ai passeggeri e ha ipotizzato una conclusione concordata e ordinata del rapporto con la Regione.
Le rotte coinvolte
La rottura riguarda cinque delle sei rotte attualmente comprese nel regime di continuità territoriale. Dal 29 marzo Aeroitalia collega Cagliari e Olbia con Roma e Milano, oltre ad Alghero con Fiumicino. Resta distinta la tratta Alghero-Linate, operata da Ita Airways in regime di proroga fino al 31 gennaio. L’eventuale uscita del vettore coinvolgerebbe quindi una parte rilevante dei collegamenti agevolati tra la Sardegna e i principali scali della penisola.
Alla base della decisione, secondo la ricostruzione della compagnia, ci sarebbe soprattutto la mancata erogazione dei ristori per il rincaro del carburante. Aeroitalia sostiene che le interlocuzioni con la Regione non abbiano prodotto risultati e che il percorso per riconoscere le compensazioni si sia fermato per motivi più politici che tecnici. Nel mirino ci sono circa 20 milioni di euro che, secondo il vettore, la Regione avrebbe previsto a maggio per Aeroitalia e Ita Airways, con una ripartizione legata all’attività svolta.
A settembre, sostiene ancora la compagnia, le risorse non erano state trasferite. Aeroitalia indica inoltre in 1.460 euro a tonnellata il prezzo medio del carburante, a fronte dei circa 630 euro considerati nel bando. La differenza avrebbe prodotto un extracosto di 18,4 milioni di euro. Le verifiche di Regione ed Enac avrebbero invece quantificato in 2,6 milioni i maggiori oneri riconoscibili per il periodo compreso tra aprile e settembre.
Il confronto con la Regione
La posizione della compagnia è entrata in contrasto con quella espressa poche ore prima dall’assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca. Durante l’incontro al ministero, l’esponente della Giunta aveva riferito che le procedure per l’erogazione dei rimborsi legati al carburante erano in fase avanzata. Le rassicurazioni non sono però bastate a evitare l’annuncio dell’uscita anticipata.
La vertenza ha anche una possibile ricaduta sul lavoro. Intrieri ha ricordato che Aeroitalia impiega circa 800 persone, metà delle quali in Sardegna. La compagnia, pur contestando la gestione dei ristori, non ha escluso la partecipazione alle future procedure per l’assegnazione delle rotte. Intanto resta da definire il percorso istituzionale per assicurare la continuità dei collegamenti aerei e scongiurare conseguenze per i passeggeri.