Il possibile ritorno del prezzo del gasolio sopra quota 2,30 euro al litro preoccupa anche i gestori di Parma. Al centro della vicenda c’è la scadenza del taglio di 17 centesimi sulle accise, per il quale è attesa una proroga fino a giovedì 10 settembre. Il decreto ministeriale risulta pronto, ma si attende ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
In assenza del provvedimento, il costo alla pompa sarebbe destinato a salire. A lanciare l’allarme è Daniele Bernazzoli, presidente dei distributori carburanti Figisc di Parma. Secondo quanto riferito dal rappresentante dei gestori, lo sconto dovrebbe scadere sabato a mezzanotte e, dal giorno successivo, il gasolio potrebbe arrivare tra 2,34 e 2,35 euro al litro. Per il fai-da-te, invece, il prezzo supererebbe i 2,55 euro al servito.
Le ricadute sulle attività
Un eventuale aumento avrebbe conseguenze non soltanto per gli automobilisti, ma anche per le attività che dipendono quotidianamente dal carburante. Bernazzoli descrive una situazione difficile per i gestori, che con costi così elevati rischierebbero di non riuscire a proseguire il lavoro. Particolare preoccupazione riguarda il comparto dell’autotrasporto, già alle prese con una fase definita disastrosa.
Il presidente Figisc segnala inoltre segnali di contrazione già visibili: calano i consumi e diminuiscono gli spostamenti, soprattutto nel trasporto su strada. La proroga del taglio delle accise consentirebbe di evitare nell’immediato il ritorno ai livelli di prezzo indicati, ma resta l’incertezza sull’andamento dei prossimi mesi.
L’attesa per il provvedimento
Gestori, automobilisti, imprese e autotrasportatori attendono quindi la pubblicazione del decreto. Senza decisioni diverse rispetto all’impostazione finora emersa, Bernazzoli prevede un settembre pesante per il settore. Il costo dei carburanti torna così a rappresentare uno dei principali elementi di pressione sull’economia del territorio.