Le concessioni balneari dei Lidi di Comacchio saranno riassegnate attraverso gare previste nel 2027. In vista della procedura, Cna Balneari chiede che i criteri di valutazione privilegino la qualità dei progetti, gli investimenti e la capacità delle imprese di garantire servizi e occupazione, evitando che l’assegnazione venga determinata soprattutto dalla disponibilità economica dei concorrenti.
La posizione è stata illustrata da Nicola Ghedini, presidente nazionale, regionale e provinciale di Cna Balneari. L’associazione considera importante che il Comune di Comacchio proceda rapidamente alla definizione delle evidenze pubbliche, così da consentire agli attuali concessionari di conoscere per tempo i requisiti e prepararsi alla partecipazione. Secondo Cna, la predisposizione anticipata delle gare può contribuire a tutelare il lavoro e gli investimenti realizzati negli anni lungo la costa.
Il confronto con il Comune
Il 7 ottobre le associazioni di categoria hanno incontrato l’assessore al demanio del Comune di Comacchio, Johnny Sabadin, e i funzionari dell’amministrazione. Durante il confronto è emerso l’orientamento dell’ente a chiedere chiarimenti all’Europa e al Governo sui metodi per stabilire se la risorsa spiaggia sia scarsa o meno, proseguendo nel frattempo con la preparazione delle procedure nel rispetto delle norme.
Cna ha giudicato positivo l’atteggiamento del Comune, soprattutto per l’attenzione rivolta alle esigenze degli operatori già attivi. L’associazione ritiene che la nuova bozza del bando-tipo diffusa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti recepisca alcune delle richieste avanzate a livello nazionale. Tra queste figura il principio della continuità funzionale delle attività balneari, anche attraverso accordi tra concessionario uscente e soggetto subentrante.
Qualità dei progetti e tutela delle imprese
Il modello attribuisce alle amministrazioni concedenti un ruolo nel favorire il trasferimento di beni, attrezzature e opere amovibili, promuovendo il riutilizzo delle strutture, la riduzione dei rifiuti e la continuità dei servizi ai turisti. Per Cna, questo consente di riconoscere il valore economico e professionale costruito dalle imprese e di preservare gli investimenti realizzati sulle coste.
Il giudizio complessivo sulla bozza è quindi positivo, anche per il rilievo assegnato alla qualità progettuale, alle micro e piccole imprese, alle attività familiari, alla continuità occupazionale, all’accessibilità e alla sostenibilità ambientale. Ghedini ribadisce però la contrarietà a eventuali procedure basate sul rialzo dei canoni demaniali, perché potrebbero favorire gli operatori con maggiore capacità finanziaria a discapito delle imprese più piccole.
Secondo Cna, le gare dovranno premiare chi investe, innova, crea occupazione, garantisce servizi efficienti e contribuisce alla competitività delle località costiere. L’associazione valuta inoltre positivamente le garanzie previste per cauzioni, requisiti di partecipazione, controlli sugli aggiudicatari e prosecuzione degli investimenti programmati.
Restano tuttavia alcuni aspetti da rivedere. La bozza valorizza soprattutto gli investimenti materiali e la loro utilità residua per il futuro concessionario, mentre risultano meno considerati l’avviamento, l’organizzazione aziendale, le competenze professionali, la reputazione, gli investimenti immateriali, la clientela fidelizzata e il rischio economico sostenuto dagli operatori.
Cna Balneari proseguirà il confronto in vista delle gare del 2027. Il 14 ottobre, a Rimini, l’associazione presenterà le proprie proposte alle imprese nell’ambito di In&Out Sun 2026 e del Ttg Travel Experience, con appuntamenti presso lo stand Cna e negli spazi della fiera.