Lecco (LC)

Presentato al teatro della Società il progetto LU.C.I.A

50 realtà coinvolte da Manzoni

Presentato al teatro della Società il progetto LU.C.I.A

Si è svolto ieri, mercoledì 4 febbraio 2026, alle 18, al Teatro della Società, l’evento di avvio di Lu.C.I.A. – Luoghi Cultura Innovazione Apprendimento, il progetto presentato dal Comune di Lecco nell’ambito del bando Emblematici maggiori 2025, promosso e finanziato da Fondazione Cariplo e cofinanziato da Regione Lombardia.

Presentato al teatro della Società il progetto LU.C.I.A

Una serata partecipata, pensata come primo assaggio di un percorso ambizioso che mette Alessandro Manzoni al centro di una strategia culturale capace di guardare al futuro della città. Sono infatti cinquanta i soggetti coinvolti – tra enti pubblici, imprese, terzo settore, associazioni culturali e scuole – che già nel 2025 avevano aderito alla manifestazione di interesse per la co-programmazione del progetto “emblematico maggiore” e che ora lavoreranno in sinergia per dare forma a un calendario di incontri e azioni condivise.

L’obiettivo dichiarato è rilanciare I Promessi Sposi e l’eredità manzoniana, attribuendo nuovo valore a un patrimonio identitario per Lecco attraverso interventi concreti: dal miglioramento dei luoghi manzoniani alla rivisitazione degli itinerari turistici, dalla creazione di una rassegna delle arti dal vivo ispirata a Manzoni fino al protagonismo giovanile e ad azioni di sistema capaci di lasciare un segno duraturo.

A condurre la serata è stato Stefano Motta, che ha accompagnato il pubblico tra i diversi momenti dell’evento, aperto dai saluti istituzionali del sindaco Mauro Gattinoni e della presidente della Fondazione comunitaria del Lecchese Maria Grazia Nasazzi. «Cercheremo di creare un prima e un dopo Lu.C.I.A. – ha spiegato il primo cittadino –. Il sistema che stiamo costruendo insieme richiederà tanto lavoro, ma sarà anche capace di sorprendere». Gattinoni ha sottolineato come Lecco sia una comunità di lettori, ricordando che «ognuno di noi, quando prende in mano un libro, aggiunge qualcosa» e che «la parola di un lecchese porta con sé un valore aggiunto». Da qui l’idea di far parlare i giovani di Manzoni, lasciando spazio a linguaggi diversi: «Facciamoli parlare, suonare, cucinare. Il senso della serata è proprio dare alcuni assaggi di quello che ci è venuto in mente per rivitalizzare Manzoni».

Sul palco anche Mauro Rossetto, che ha posto l’accento sulla necessità di superare stereotipi e cliché: «Villa Manzoni deve tornare ad essere un luogo di nobiltà di provincia, dove il piacere dell’esperienza si accompagni alla didattica. Un luogo in cui emozionarsi, apprendere e conoscersi». Rossetto ha ricordato come il patrimonio manzoniano sia diffuso, fatto di elementi materiali e immateriali, e come per raccontarlo sia necessario «immaginare», arrivando persino a «un viaggio a ritroso nel tempo» all’interno di Villa Manzoni. Centrale anche il tema del parco letterario e della qualità delle proposte: «Dobbiamo chiedere qualità ai nostri partner e fornire strumenti nuovi. Se non rompiamo ora questo cliché, non ci riusciremo più. Dobbiamo ambire a qualcosa di alto».

La serata è stata arricchita dall’esibizione musicale dell’orchestra della scuola secondaria di primo grado Don Ticozzi, seguita dagli interventi dei responsabili dei musei di Lecco e Monza. In chiusura, una lettura teatrale a cura di Teatro Invito, la presentazione ufficiale del progetto Lu.C.I.A. e una performance immersiva di Scarlattine Teatro, che ha tradotto in esperienza sensoriale lo spirito dell’iniziativa.

Un debutto che segna l’inizio di un percorso condiviso, con l’ambizione dichiarata di riscrivere – nel presente – il rapporto tra Lecco, Manzoni e la sua eredità culturale.