Il suono accompagna da un secolo la vita di Assisi, ma le origini della Campana delle Laudi riportano a Montedinove, dove nel Settecento ebbe inizio la storia della famiglia Pasqualini, dinastia di fonditori attiva in Italia e all’estero. Il legame è stato rievocato durante una visita organizzata nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco e del centenario della campana.
Una delegazione proveniente da Montedinove e dal Fermano ha raggiunto la città umbra per rendere omaggio all’opera e alla tradizione artigianale da cui nacque. L’iniziativa è stata promossa da Italia Nostra, sezione del Fermano, nell’ambito delle celebrazioni per i trent’anni dell’associazione e per i cento anni della campana. Il gruppo, accompagnato dal sindaco di Montedinove Antonio Del Duca e dagli eredi della famiglia Pasqualini, è stato ricevuto in Comune per un saluto istituzionale.
La visita alla Torre del Popolo
Al termine dell’incontro, i partecipanti sono saliti sulla Torre del Popolo, dove la Campana delle Laudi è stata fatta suonare. La visita ha rappresentato un momento di collegamento tra la memoria francescana di Assisi e la storia di una famiglia marchigiana che, a partire da Montedinove, sviluppò una lunga esperienza nella fusione dei bronzi.
Per ricostruire questa vicenda occorre tornare al 1760. In quell’anno Don Francesco Pasqualini, allora giovane seminarista, rimase colpito a Fermo dal lavoro di alcuni maestri impegnati nella realizzazione delle campane del Duomo. Tornato a Montedinove, decise di sperimentare l’arte della fusione. La sua prima opera pesava poco più di cinquanta chilogrammi e fu donata alla chiesa della Madonna dei Lumi.
Da quella esperienza prese forma una tradizione tramandata di generazione in generazione. Luigi, Pasquale e Raffaele Pasqualini ampliarono l’attività e perfezionarono le tecniche di lavorazione. Raffaele lasciò anche un trattato manoscritto dedicato alla costruzione della campana perfetta. Nel 1911 Giuseppe Pasqualini trasferì la fonderia a Fermo, dove proseguì il lavoro insieme ai figli Domenico, Olimpio ed Ezio.
La realizzazione nel 1926
La fonderia arrivò a produrre quasi cinquecento campane, destinate a località italiane e straniere, fino a ottenere il titolo di fonderia papale. Tra le opere più note figura la Campana delle Laudi, realizzata nel 1926 grazie a una sottoscrizione alla quale parteciparono novemila Comuni italiani, in occasione del settimo centenario della morte di San Francesco.
Per issare la campana sulla Torre del Popolo furono necessari duecento uomini. Sulla sua superficie sono incisi i testi del Cantico delle Creature ed è raffigurato lo stemma di Vittorio Emanuele III, presente all’inaugurazione. A un secolo dalla fusione, la visita della delegazione ha rinnovato il rapporto tra Assisi e Montedinove, riportando idealmente l’opera alle sue origini e ricordando il ruolo della famiglia Pasqualini nella sua realizzazione.