Roma (RM)

Il ticket a Fontana di Trevi debutta con 5 mila visitatori

Per i turisti i 2 euro sono una cifra fattibile

Il ticket a Fontana di Trevi debutta con 5 mila visitatori

Ora per lanciare la monetina a Fontana di Trevi, il rito propiziatorio, secondo la leggenda, per garantirsi il ritorno a Roma, trovare l’amore o sposarsi, bisognerà spendere due euro. Dopo un anno di sperimentazione, in cui è stato inserito un numero chiuso e un controllo dei flussi dei visitatori, turisti e non residenti dovranno pagare per l’accesso contingentato all’area prospiciente il catino della fontana simbolo di Roma. Il primo giorno ha fatto registrare 5 mila visitatori. L’amministrazione capitolina stima di ricavare introiti per 6-7 milioni di euro l’anno; gli ingressi variano infatti dai 30 mila a punte di 70 mila al giorno.

Resterà invece gratuito l’accesso a Fontana di Trevi per i residenti della Capitale e della Città Metropolitana con presentazione del documento di identità, così come per le persone con disabilità e relativo accompagnatore, i minori con età inferiore ai 6 anni, le guide turistiche. Il ticket sarà richiesto dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 22.00, e nel weekend dalle 9.00 alle 22.00, con l’ultimo ingresso alle 21.  Con il ricavato, come spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, l’amministrazione conta di “dare tutte le attenzioni necessarie alla fragilità dei monumenti romani, 113 dei quali sono stati restaurati con fondi Pnrr, e permettere nel frattempo ai cittadini di Roma e provincia di godere gratuitamente di tutto il sistema museale capitolino”.

Anche i musei civici sono totalmente gratuiti per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana – previa presentazione in biglietteria della carta di identità -, i domiciliati e gli studenti degli atenei romani, mentre diventano a pagamento (a 7,5 euro intero, 6 euro ridotto) sempre per turisti e non residenti, cinque musei del circuito finora ad accesso gratuito: sono il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica Villa Borghese, il Museo Napoleonico, la Villa di Massenzio.

I turisti non sono apparsi troppo amareggiati per l’introduzione del pagamento per l’accesso alla Fontana. “Due euro non sono tanti, va bene, è giusto”, dicono sorridendo tre ragazze che arrivano dalla California e si scattano selfie sulla piazza, senza accedere al catino. E se qualche turista italiano appare infastidito, c’è invece chi apprezza la misura. “La fila è ordinata e poi in questo modo si riesce ad apprezzare il monumento e non c’è ressa”, sostengono Fabio, Sonia e Martina, che arrivano da Milano.

“Con 2 euro siamo stati morigerati – è il parere dell’assessore capitolino al Turismo, Alessandro Onorato – a New York avrebbero chiesto 100 dollari. E poi prima qui molti bivaccavano, mangiavano o pretendevano di fare un pediluvio o una nuotata, ora è tutto ordinato”. L’assessore aggiunge che “le transenne, che sono un obbrobrio, spariranno”. Chi è apparso nettamente contrario al biglietto per l’ingresso a Fontana di Trevi è l’archistar Massimiliano Fuksas. “E’ pessima l’idea – commenta – io non avrei fatto pagare nemmeno quello al Pantheon, i monumenti non li farei pagare. E se fosse possibile non farei pagare nemmeno l’autobus, soluzione non a caso proposta dal sindaco di New York”.