Stefano Rinaudo, 31 anni, medico specializzando in Medicina interna all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino e originario di Saluzzo, ha ricevuto una menzione speciale della giuria alla seconda edizione del Premio Mattia Torre. Il riconoscimento è stato assegnato per il monologo Cronache ospedaliere, testo dedicato con ironia alla vita e alle contraddizioni del mondo sanitario.
Il premio a Viterbo
Le serate finali del concorso si sono svolte il 2 e 3 ottobre al Teatro dell’Unione di Viterbo, con la conduzione di Geppi Cucciari. La giuria, composta da Valerio Aprea, Giacomo Ciarrapico, Geppi Cucciari, Pietro Sermonti e Luca Vendruscolo, ha assegnato il premio della giuria e quello del pubblico a Fabrizio Sani, autore di Lucio. A Rinaudo è andata la menzione speciale, descritta dall’autore come una sorta di premio della critica.
Il Premio Mattia Torre è dedicato alla memoria del commediografo, sceneggiatore e regista scomparso nel 2019, tra gli autori della serie televisiva Boris. Rinaudo ha raccontato di aver inviato il testo quasi per gioco, dopo aver conosciuto l’esistenza del concorso attraverso un’intervista a Valerio Aprea. Il monologo era stato inizialmente abbozzato per un concorso di Medicina Narrativa della Società Italiana di Medicina Interna, ma non era stato presentato perché i termini erano già scaduti.
Il testo è stato poi rivisto con un taglio più umoristico, in modo da rispettare i criteri del Premio Mattia Torre. Per il giovane medico, partecipare al concorso è stato un onore, anche per il legame con gli autori di Boris, che considera tra i principali riferimenti della scrittura umoristica italiana.
La vita in corsia raccontata con ironia
Cronache ospedaliere nasce dall’osservazione della quotidianità professionale dell’autore. Rinaudo ha spiegato di aver utilizzato la forma dell’elenco, un espediente letterario già adottato da scrittori come Francesco Piccolo ed Édouard Levé, puntando anche sul contrasto tra registri differenti, dall’immagine più intensa alla battuta capace di strappare una risata.
Il monologo, ha sottolineato, è profondamente legato alla sua esperienza: anche i nomi citati nel testo sono reali, perché non immaginava che il lavoro avrebbe avuto un’esposizione pubblica. L’ospedale viene descritto come un microcosmo nel quale le dinamiche umane emergono in modo particolarmente evidente. In questo contesto, l’ironia rappresenta anche uno strumento per affrontare la sofferenza e osservare da una prospettiva diversa le situazioni vissute in corsia.
A Viterbo il testo è stato interpretato dall’attore Massimo De Lorenzo. Per Rinaudo, ascoltare le proprie parole recitate da un professionista davanti al pubblico del Teatro dell’Unione è stata un’esperienza inattesa e significativa. Il medico ha inoltre raccontato il confronto con un ambiente, quello dello spettacolo e dell’arte, distante dalla sua attività quotidiana.
Il riconoscimento potrebbe portare il monologo anche in televisione, all’interno del programma Splendida Cornice, condotto da Geppi Cucciari su Rai 3, ma al momento non sono ancora state comunicate eventuali date della messa in onda. Il principale obiettivo di Rinaudo resta concludere il percorso di specializzazione, attualmente al quarto dei cinque anni previsti. La scrittura, ha spiegato, non è mai stata pensata come una professione, ma l’esperienza del premio potrebbe non restare un episodio isolato.