La Spezia (SP)

Giovanni Capellini, il geologo che partì dalla Spezia

Nato nel 1833, esplorò il Golfo, viaggiò in Europa e negli Stati Uniti, lasciando un’eredità ancora viva.

Giovanni Capellini nacque alla Spezia nel 1833 ed è considerato uno dei padri della geologia italiana. La sua vicenda scientifica iniziò tra le colline e il Golfo della Spezia, dove fin da ragazzo osservava il territorio, raccoglieva fossili e minerali e cercava di ricostruire, attraverso le rocce, la storia della Terra.

La famiglia avrebbe voluto indirizzarlo verso la carriera ecclesiastica, ma Capellini seguì la propria passione per la natura. Nella casa di famiglia allestì un piccolo laboratorio di fisica e un museo personale, nel quale studiava e catalogava i reperti raccolti durante le esplorazioni a Campiglia, alla Castellana e nelle altre aree del territorio spezzino.

A sostenere il suo talento fu anche il Comune della Spezia, che contribuì economicamente alla sua formazione universitaria. Grazie a quell’aiuto Capellini poté laurearsi in geologia all’Università di Pisa e avviare una carriera destinata a portarlo al centro del dibattito scientifico europeo.

Dalle colline spezzine all’Europa

Dopo gli studi divenne il primo professore di Geologia dell’Università di Bologna. Da quella posizione organizzò spedizioni in Europa e negli Stati Uniti, entrando in contatto con alcuni tra i principali studiosi del suo tempo e con le popolazioni native americane. Fu inoltre tra i primi scienziati italiani ad accogliere le teorie evoluzionistiche di Charles Darwin, contribuendo allo sviluppo della geologia moderna in Italia.

Nonostante la fama internazionale, Capellini mantenne un legame costante con la sua città d’origine. Continuò a occuparsi del Golfo della Spezia, delle Alpi Apuane e della Lunigiana, realizzando studi che confluirono anche nella Carta Geologica del Golfo della Spezia. Quel lavoro rappresentò uno strumento importante per comprendere la formazione del territorio e le sue risorse naturali.

Nel 1865 organizzò alla Spezia il grande incontro dei naturalisti italiani, portando in città numerosi studiosi dell’epoca. Per Capellini la ricerca non doveva rimanere confinata nei laboratori: doveva essere discussa, condivisa e trasmessa alle nuove generazioni.

Un metodo ancora attuale

Il prestigio dello studioso crebbe ulteriormente con la fondazione, insieme a Quintino Sella e Felice Giordano, della Società Geologica Italiana. Capellini promosse inoltre il Congresso Geologico Internazionale e contribuì alla definizione di un linguaggio comune tra i ricercatori. Fu nominato anche Senatore del Regno d’Italia, come riconoscimento del suo contributo alla cultura scientifica nazionale.

Se fosse vissuto nel 2026, avrebbe probabilmente utilizzato strumenti come sistemi informativi geografici, immagini satellitari, droni e modelli tridimensionali del terreno. Queste tecnologie permettono oggi di confrontare carte e dati, analizzare le rocce con maggiore precisione e ricostruire l’evoluzione dei paesaggi. Ma, come allora, la tecnologia non sostituirebbe l’osservazione sul campo né la capacità di interpretare le informazioni.

La Spezia continua a ricordare Capellini attraverso istituzioni e scuole che ne portano il nome. Tra queste ci sono l’Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini e l’istituto di istruzione superiore G. Capellini – N. Sauro. La sua eredità resta legata a un metodo fondato sulla curiosità, sulla verifica delle ipotesi e sulla volontà di comprendere la storia della Terra partendo dall’osservazione diretta.