Tigliole (AT)

Gianni Nuti ad Asti: giovani tra social, solitudine e relazioni

Il docente ha parlato al Rotary delle fragilità delle nuove generazioni e del ruolo decisivo di famiglia e scuola.

Gianni Nuti, astigiano di nascita e aostano d’adozione, è stato ospite della serata conviviale organizzata dal Rotary Club Asti. L’incontro si è svolto al ristorante Ca’ Vittoria di Tigliole e ha avuto al centro le difficoltà educative delle nuove generazioni. Nuti, docente di didattica dell’integrazione ed educazione musicale all’Università della Valle d’Aosta e di pedagogia sociale all’Istituto Universitario Salesiano di Torino, è inoltre presidente del Conservatorio della Valle d’Aosta ed è stato sindaco di Aosta.

Il disagio tra isolamento e connessioni digitali

Nel corso della conferenza, intitolata Criticità educative dei giovani, il relatore ha indicato nell’incertezza una delle condizioni più diffuse tra i ragazzi di oggi. Secondo Nuti, rispetto alle generazioni precedenti, i giovani tendono meno a essere protagonisti di contestazioni e battaglie politiche e più spesso si chiudono in una dimensione di implosione e autoisolamento.

Il docente ha quindi distinto tra connessione digitale e relazione sociale. Essere costantemente collegati attraverso i social, ha osservato, non significa necessariamente costruire rapporti autentici con gli altri. La riduzione delle relazioni, secondo la sua analisi, rappresenta un impoverimento concreto dell’esperienza personale e della crescita. Nel suo intervento ha richiamato anche una celebre espressione di Giorgio Gaber sull’appartenenza, sottolineando come la vita sui social possa allontanare dal contatto diretto e dalla percezione concreta delle persone.

Il compito degli adulti

Nuti ha precisato che anche la solitudine può avere un valore nella formazione di un giovane, perché può favorire riflessione e consapevolezza. Il problema, a suo giudizio, nasce quando i ragazzi cercano di evitarla rifugiandosi in un isolamento prodotto dai social, privo di benefici sul piano della crescita e delle relazioni.

Pur partendo da queste criticità, il docente si è detto ottimista sul futuro dei giovani. La condizione indicata come necessaria è però una maggiore presenza degli adulti, chiamati a dialogare con le nuove generazioni e ad accompagnarle nella scoperta del valore dell’esistenza, invece di lasciarle sole. Per Nuti, l’educazione può incidere sul destino delle persone se viene praticata in modo concreto e condiviso, non soltanto dalla scuola ma innanzitutto dalla famiglia.

Al termine della serata, il relatore ha risposto alle domande rivoltegli dai numerosi partecipanti. Il presidente del Rotary Club Asti, Franco Calcagno, gli ha quindi consegnato il gagliardetto del club e una magnum di vino astigiano, a conclusione dell’incontro dedicato alle trasformazioni sociali ed educative che riguardano i giovani.