È morto a 60 anni Alessandro Baggi, artista milanese legato da una lunga storia personale a Garlate, nel Lecchese. La scomparsa è avvenuta per un malore. Disegnatore e autore completo, Baggi ha costruito una carriera caratterizzata da una tecnica pittorica riconoscibile, da una particolare sensibilità e da una vena ironica non sempre immediatamente compresa.
Nato a Milano il 10 agosto 1966, trascorse gran parte dell’infanzia e della giovinezza a Garlate insieme alla famiglia. L’abitazione dei genitori e della zia si trovava in centro, vicino allo storico lavatoio di via Volta e di fronte all’oratorio; in seguito la famiglia acquistò un appartamento in via Roma. Nel paese Baggi conservò amicizie importanti, tra cui quella con Remigio Morelli, che lo conobbe quando entrambi avevano dieci anni.
Gli esordi e le opere più note
Baggi esordì sulle pagine della rivista 1984 quando non aveva ancora compiuto diciotto anni. Alla fine degli anni Ottanta iniziò a collaborare con Acme per le testate Mostri e Splatter, mettendosi in evidenza per l’uso della tecnica pittorica. In seguito lavorò per Intrepido, del quale divenne copertinista, e pubblicò l’antologia Vertigini, realizzata da Phoenix Enterprise Publishing Company e comprendente alcuni lavori prodotti per Acme e Universo.
Tra i titoli della sua produzione viene ricordato anche Dove muoiono i barbapapà, pubblicato nel 2006. La sua attività non si limitò al disegno: negli ultimi anni utilizzava i social per condividere racconti dedicati alla vita quotidiana, testi surreali e divertenti che mostrarono anche le sue qualità di scrittore. Una sua frase poetica, Saranno belli, i giorni senza nome; coi tramonti pieni di tramonti, fu scelta come titolo per una mostra personale dell’artista lecchese Nicolò Tomaini.
Il lavoro con Bonelli
Dal 2001 Baggi entrò nello staff di Dampyr, personaggio della Sergio Bonelli Editore, diventando una presenza significativa della serie. Nel corso degli anni disegnò inoltre numerosi episodi di Dylan Dog, pubblicati tra albi giganti, Old Boy, Color Fest e serie regolare. Di recente aveva realizzato come autore completo The nightmare circus, una storia dell’indagatore dell’incubo distribuita su due numeri de La fine del mondo, allegati a il Manifesto. L’ultimo lavoro era uscito pochi giorni fa sulla stessa rivista.
Il ricordo dell’artista è affidato anche alle parole di chi lo aveva conosciuto nella sua esperienza lecchese. Remigio Morelli ha raccontato le scorribande dell’infanzia e le esplorazioni alla ricerca di luoghi misteriosi, sottolineando la grandezza della sua opera e il legame rimasto nel tempo. Mauro Boselli, autore e redattore di Sergio Bonelli Editore che lo volle per Dampyr, lo ha descritto come un talento fuori dal comune.
La notizia ha lasciato un vuoto nel mondo del disegno e tra gli amici di Garlate, dove Baggi aveva trascorso anni importanti della sua formazione. Il funerale si svolgerà nei prossimi giorni a Curno.