Si apre con il ritorno di sir John Eliot Gardiner alla guida di The Constellation Choir & Orchestra la 25ª edizione di Anima Mundi, il festival di musica sacra promosso dall’Opera della Primaziale Pisana. La rassegna si svolge negli spazi monumentali del complesso della Piazza del Duomo di Pisa, tra la Cattedrale e il Camposanto Monumentale, e propone un percorso che unisce repertorio barocco, musica dell’Ottocento e composizioni più recenti.
Un percorso dedicato alla speranza
Il direttore artistico Trevor Pinnock ha spiegato che la costruzione del cartellone è stata guidata dal desiderio di proporre, in occasione dei 25 anni del festival e nell’anno dedicato a San , occasioni di riflessione sulla pace, sulla speranza e sulla riconciliazione. La musica, sacra e profana, viene così presentata come uno strumento capace di interrogare l’umanità, il rapporto con Dio e quello con il prossimo. Agli artisti invitati è stata lasciata ampia libertà nella scelta delle opere, privilegiando i brani con cui ciascuno ha un legame personale.
Tra gli appuntamenti figura la Messa Arcaica di Franco Battiato, affidata a Simone Cristicchi. Pinnock ha ricordato la particolare traiettoria del musicista siciliano, capace di muoversi tra musica classica e pop e di proporre al pubblico composizioni dal marcato carattere spirituale. La Messa, ispirata a stilemi antichi e a forme musicali arcaiche, risale alla maturità di Battiato e fu eseguita anche durante la sua ultima apparizione pubblica, nel 2017 a Catania, con la direzione del maestro Guido Corti, storico collaboratore dell’artista.
Dal Barocco a Brahms
L’apertura è affidata a Gardiner, figura di riferimento nell’esecuzione su strumenti d’epoca. Pinnock ha ricordato di averlo conosciuto nei primi anni Ottanta e di aver collaborato con lui in diverse produzioni, tra cui la ripresa di Les Boréades di Rameau nel 1986. I due musicisti hanno condiviso anche un lungo percorso professionale nel campo della musica antica e delle registrazioni. Gardiner è stato direttore artistico di Anima Mundi dal 2006 e torna ora a Pisa con la sua nuova orchestra e il suo nuovo coro.
Il cartellone ospita anche il pianista Lucas Debargue, protagonista di un programma vario che comprende le sue Variazioni e Finale su Summertime di Gershwin. Pinnock ha accostato questa elaborazione alla tradizione dei virtuosi che trasformano melodie celebri in brani di grande difficoltà strumentale, citando in particolare Franz Liszt, che soggiornò a Pisa e compose Totentanz ispirandosi agli affreschi del Camposanto Monumentale.
La chiusura del festival sarà affidata a Ein Deutsches Requiem di Johannes Brahms, diretto dallo stesso Pinnock. L’opera, secondo una lettura diffusa, potrebbe essere legata alla morte di Robert Schumann e a quella della madre del compositore. Il direttore artistico ha sottolineato come il Requiem rappresenti soprattutto una meditazione sul modo in cui i vivi affrontano la morte e sul continuo alternarsi di vita e morte. Nel programma è previsto inoltre l’intervento del Coro Nazionale Maschile Estone, impegnato in un repertorio che comprende Arvo Pärt, Giovanni Bonato e Rudolf Tobias.
Per Pinnock, Anima Mundi rappresenta un appuntamento di rilievo nel panorama europeo della musica sacra. Un elemento distintivo riguarda la possibilità di assistere gratuitamente ai concerti in Cattedrale e nel Camposanto Monumentale, con l’opportunità di effettuare una donazione alla Caritas. La scelta, ha spiegato il direttore artistico, nasce dalla convinzione che le funzioni religiose e le esecuzioni musicali siano un bene condiviso e debbano restare accessibili a tutti. La cornice monumentale pisana completa un progetto che affida alla musica il compito di trasmettere valori e interrogativi attraverso le generazioni.