Partiranno lunedì 7 settembre le riprese di Lo Stato del silenzio, cortometraggio diretto dal ventiquattrenne Manuel Benati e dedicato alla vicenda di Federico Aldrovandi. Il primo ciak arriva dopo l’annuncio ufficiale del progetto, presentato a Ferrara, città in cui si consumò la tragedia che ha segnato il dibattito nazionale sulla responsabilità e sul rispetto della vita.
Le riprese proseguiranno fino al 3 ottobre in diversi luoghi della città. Una scuola superiore sarà trasformata negli ambienti della Questura, mentre in via Ippodromo verrà ricostruito il contesto dell’epilogo della vicenda. Il film intende raccontare il caso attraverso lo sguardo di una generazione giovane, concentrandosi su sogni, aspettative e futuro interrotti dalla violenza.
Un progetto nato a Ferrara
La produzione nasce dalla collaborazione tra Controluce Produzione, società fondata dall’attore e sceneggiatore Stefano Muroni, e Ferrara La Città del Cinema, filiera creativa diretta da Isra Salah e orientata alla valorizzazione dei giovani e del territorio. Il cortometraggio rappresenta il risultato di un percorso avviato diversi anni fa, quando Muroni chiese a Patrizia Moretti, madre di Federico, il consenso per realizzare un’opera sulla storia del figlio.
Moretti ha spiegato di non essersi sentita pronta per molto tempo e di aver maturato soltanto in seguito la decisione di sostenere il progetto. La madre di Federico ha definito il film una proiezione verso il futuro, affidata a giovani nei quali ripone piena fiducia. Anche il padre, Lino Aldrovandi, ha sottolineato il ruolo delle nuove generazioni e il messaggio che la pellicola intende trasmettere attraverso la cultura.
Secondo Lino Aldrovandi, il racconto dovrà parlare di responsabilità, rispetto delle regole e rispetto della vita, temi che ritiene centrali per la società. Il film, nelle intenzioni degli autori, non vuole limitarsi alla ricostruzione dei fatti, ma favorire un processo di immedesimazione prima ancora di ogni giudizio sulla vicenda.
Lo sguardo dei giovani
Il regista Manuel Benati ha raccontato di aver lavorato per mesi alla ricerca necessaria per affrontare un caso complesso. La sua intenzione è costruire un’opera con una prevalente dimensione artistica, capace di suscitare una riflessione umana sulla storia di Aldrovandi. L’assessore alla Cultura Marco Gulinelli ha evidenziato la particolare prossimità generazionale tra il regista e Federico: Benati ha ventiquattro anni, appena sei in più rispetto all’età che aveva il ragazzo quando morì.
A interpretare Federico sarà Francesco Morelli, attore nato nel 2001. La sua scelta, è stato spiegato durante la presentazione, punta a restituire l’energia e lo stile di vita di Federico e dei suoi amici. Al termine dell’incontro, Morelli ha parlato con Lino Aldrovandi: un momento che ha riportato alla memoria del padre alcuni ricordi personali del figlio e ha mostrato il legame tra la dimensione privata della perdita e il tentativo di trasformarla in un racconto cinematografico.