Emilia-Romagna

Al Meis il ritratto inedito di un giovane Modigliani

Tela firmata da Matilde Levi Viterbo visibile fino all’11 ottobre; previste visite guidate gratuite.

Un ritratto inedito di Amedeo Modigliani sarà esposto al Meis di Ferrara in occasione della Giornata europea della cultura ebraica. La tela, proveniente da una collezione privata, è stata realizzata da Matilde Levi Viterbo e ritrae l’artista quando era ancora molto giovane, prima del trasferimento a Parigi.

Il dipinto sarà presentato domenica 6 settembre nell’ambito di un allestimento dedicato al rapporto tra Modigliani, Matilde Levi Viterbo e il figlio di quest’ultima, Dario Viterbo. Il giovane artista è riconoscibile per lo sguardo intenso e la caratteristica chioma. Sono pochissime le opere conosciute che raffigurano Modigliani, tra cui un dipinto realizzato dalla compagna Jeanne Hébuterne e un disegno a matita di André Derain.

Il legame tra le due famiglie

Matilde Levi Viterbo e Modigliani erano entrambi ebrei italiani, imparentati e legati da un’amicizia destinata a coinvolgere anche le rispettive famiglie. La pittrice realizzò il ritratto quando Modigliani frequentava ancora l’Accademia, prima che la partenza per Parigi segnasse una nuova fase della sua vita e della sua attività artistica.

Il percorso proposto dal museo ricostruisce anche la vicenda di Matilde, pittrice, copista e miniaturista, che durante la prima guerra mondiale prestò servizio come crocerossina volontaria. La sua esperienza e il suo sostegno contribuirono alla formazione del figlio Dario, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1913 e poi attivo nella scultura e nella gioielleria.

Dario Viterbo si trasferì a Parigi nel 1925, dove espose accanto ad artisti come Giorgio de Chirico e Pablo Picasso e ottenne una sala personale alla Biennale di Venezia del 1932. Nella capitale francese ospitò la figlia di Modigliani, Giovanna, e insieme al fratello dell’artista, Giuseppe Emanuele, si avvicinò agli antifascisti italiani in esilio.

Dalla fuga dall’Europa alla nuova tecnica

Con l’invasione nazista della Francia nel 1940, Dario fu costretto ad abbandonare lo studio parigino, dove erano conservate le sue opere, e a rifugiarsi a New York. L’impossibilità temporanea di proseguire il lavoro di scultore lo portò a sviluppare una tecnica incisoria personale, definita stampa a cesello, ottenuta utilizzando strumenti della lavorazione dei gioielli e diversi spessori di inchiostro.

In quel periodo la moglie Ada Vera Bernstein lo sostenne affermandosi come modista a New York. Il rapporto tra Dario e la madre proseguì attraverso una lunga corrispondenza, interrotta durante la guerra e ripresa al termine del conflitto. Le lettere documentano il legame familiare e il dialogo sull’attività artistica di entrambi.

L’allestimento all’ingresso del Meis comprende il ritratto di Modigliani, due stampe a cesello di Dario Viterbo, oggetti appartenuti a Matilde durante il servizio da crocerossina, studi anatomici, documenti e volumi della biblioteca del museo. L’esposizione resterà visitabile fino a domenica 11 ottobre.

Per la giornata inaugurale sono previste quattro visite guidate gratuite: alle 11 e alle 18.30 con il curatore del museo Davide Spagnoletto, studioso di Dario Viterbo, e alle 12 e alle 16 con le guide del Meis. La prenotazione è possibile telefonando al 342 5476621, attivo da martedì a domenica dalle 10 alle 18, oppure scrivendo a eventi.meis@orologionetwork.it.