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Manuel Agnelli: «Il saccheggio ha rovinato le proteste»

Afterhours tra esordi, nuove generazioni, rap, piazze milanesi e progetti fino al 2027

Manuel Agnelli: «Il saccheggio ha rovinato le proteste»

Manuel Agnelli e gli Afterhours ricevono al Teatro Ariston di Sanremo il Premio Tenco alla Carriera. Il riconoscimento arriva alla vigilia dei quarant’anni della band e al termine di un percorso che ha contribuito a ridefinire il rock italiano, unendo attitudine rumorosa e ricerca sulla scrittura. Sul palco, il gruppo propone un set dedicato alla propria storia, mentre il suo frontman ripercorre gli esordi, il rapporto con le nuove generazioni e i progetti già programmati per i prossimi anni.

Dall’inglese alla scrittura in italiano

Per Agnelli, il premio valorizza soprattutto il lavoro compiuto sulle canzoni. Gli Afterhours nacquero cantando in inglese, una scelta legata al desiderio di prendere le distanze dalla generazione dei cantautori e all’ascolto prevalente di musica britannica e americana. In seguito, però, la band si accorse che quella lingua rappresentava una barriera comunicativa. Il passaggio all’italiano permise di inserire il linguaggio della tradizione nazionale dentro strutture musicali differenti, costruendo una cifra riconoscibile.

Il cantante respinge l’idea che gli Afterhours siano stati i soli capiscuola del rock d’autore italiano. Ricorda il ruolo di Litfiba, Diaframma, Denovo e Gaznevada, gruppi che avevano già aperto la strada alla scena underground. In particolare, definisce i Litfiba un riferimento più importante dei Nirvana per la sua generazione italiana. Anche il batterista Giorgio Prette, intervenuto con ironia, descrive il gruppo come parte di un movimento già esistente, non come l’inventore di una nuova stagione musicale.

Giovani, piazze e proteste

Nel bilancio di Agnelli, internet ha modificato profondamente il modo di stare insieme. La possibilità di comunicare a distanza, osserva, ha alimentato l’illusione di poter fare a meno della presenza fisica e ha finito per dividere le persone. A questo si è aggiunto l’impatto della pandemia, che ha portato alla chiusura di molti locali. Il frontman vede però segnali di cambiamento tra i ragazzi dai 15 ai 30 anni, tornati a frequentare concerti, iniziative culturali e piazze.

Secondo Agnelli, la nuova generazione usa la musica per raccontarsi e trovare un linguaggio autonomo, proprio come accadeva agli Afterhours agli inizi. La sincerità espressiva resta, a suo avviso, l’elemento più forte, anche se il rischio è che i nuovi artisti vengano assorbiti rapidamente dalle logiche dell’industria e del mercato. Il confronto con il passato non è però privo di difficoltà: negli anni Ottanta e Novanta pesavano la pressione sociale, la minaccia nucleare e il senso di precarietà, ma esisteva anche un maggiore dinamismo nei luoghi di aggregazione e nei centri sociali.

Interpellato sulle recenti proteste milanesi sfociate in devastazioni, Agnelli distingue tra il diritto di manifestare e le azioni di chi ha approfittato della situazione per saccheggiare negozi e rubare scarpe costose. A suo giudizio, il saccheggio ha finito per danneggiare le ragioni della mobilitazione e non può essere confuso con una forma di protesta o con l’espressione di un disagio sociale. La stessa distanza viene segnalata rispetto a una parte del rap contemporaneo: il genere resta significativo quando affronta temi sociali, mentre perde la sua spinta originaria quando si concentra su ricchezza, status, successo individuale, violenza e ostentazione.

I prossimi appuntamenti

Per gli Afterhours il calendario prevede un tour europeo con la formazione attuale, composta da Agnelli alla voce e alla chitarra, Andrea Viti al basso, Dario Ciffo al violino e alla chitarra, Prette alla batteria e Giacomo Rossetti dei Negrita come ospite polistrumentista, tastierista e corista. Seguirà un lungo tour nei club italiani. Nel 2027, infine, la band celebrerà i quarant’anni con uno spettacolo pensato per attraversare l’intero repertorio.