Nembro (BG)

A Nembro la nuova personale di Ezio Goggia

Dal 7 al 30 novembre la Sala Raffaelli ospita dipinti nati all’aperto, tra Presolana, laghi e orizzonti lontani.

Ezio Goggia torna a esporre con una nuova personale, intitolata Arte, sogno, nostalgia, in programma a Nembro dal 7 al 30 novembre. L’inaugurazione è fissata per sabato 7 novembre alle 16 nella Sala Raffaelli della Biblioteca di Nembro. La mostra sarà visitabile negli orari di apertura della biblioteca.

Ingegnere e pittore, Goggia ha sempre affiancato l’attività professionale alla pittura, iniziata già negli anni giovanili. Il suo metodo nasce dal rapporto diretto con la natura: prepara lo zaino, sceglie il percorso e raggiunge il luogo da cui osservare e dipingere il paesaggio. Non è raro incontrarlo con il cavalletto in qualche angolo di Città Alta o lungo itinerari di montagna, intento a lavorare all’aperto.

Il paesaggio come esperienza

Per l’artista, ogni uscita è una piccola spedizione condizionata anche dalla meteorologia e dalla luce. La posizione del sole, la formazione delle ombre e l’evoluzione del cielo diventano elementi decisivi prima ancora dell’inizio del dipinto. Il paesaggio, però, non viene restituito come una semplice riproduzione: attraverso la pittura Goggia rilegge la propria vita, i ricordi e le emozioni.

Negli ultimi anni la sua attenzione si è concentrata soprattutto sui monti. In precedenza erano invece prevalenti le acque, i fiumi, i laghi e le cime affacciate sul lago di Como. Il punto di maggiore interesse resta la linea dell’orizzonte, dove la terra sembra dissolversi nell’azzurra lontananza. È quella distanza, più ancora del singolo elemento naturale, a guidare la costruzione delle sue opere.

Arte, sogno e nostalgia

Tra i quadri esposti ci sarà una tela di un metro per 80 dedicata alla parete nord della Presolana. Goggia l’ha dipinta dal vero, sotto il passo della Manina, in una giornata di primavera trascorsa tra la neve fino al calare della luce. L’opera non vuole essere una copia della montagna, ma un ritratto dell’atmosfera, dell’aria e dello spazio percepito tra l’artista, le nuvole e il cielo.

I tre termini scelti per il titolo della mostra descrivono altrettanti aspetti della sua ricerca. L’arte è intesa come un modo di vivere e comunicare, innanzitutto con se stessi. Il sogno riguarda invece la dimensione sospesa del paesaggio, mentre la nostalgia rimanda alle radici e alla ricerca di qualcosa che si ama e che sembra sfuggire prima ancora di essere raggiunto.

Nella pittura di Goggia la critica ha riconosciuto anche l’influenza della poesia tedesca, da Goethe a Hölderlin, accomunata da motivi di solitudine e nostalgia. L’artista richiama il termine tedesco Sehnsucht, difficile da tradurre con una sola parola, per definire quel sentimento di desiderio e lontananza che attraversa i suoi orizzonti e il suo modo di guardare la natura.