Lucca (LU)

A Lucca il Premio Voltaire va a Nadia Urbinati

La politologa ha dedicato l’intervento a libertà, pluralismo e convivenza tra differenze radicali.

È stato conferito a Nadia Urbinati il Premio Voltaire-Paolo Rossi Presidente, riconoscimento promosso dalla Società Lucchese dei Lettori – Amici di Francesca Duranti. La cerimonia si è svolta mercoledì 16 settembre alle 18 a Villa Rossi, nella frazione di Gattaiola, a Lucca. La filosofa, politologa e giornalista ha ricevuto il premio per il suo contributo alla riflessione politica contemporanea e ha dedicato il discorso ai rapporti tra libertà, democrazia e differenze.

A consegnare il riconoscimento è stato Marco G. Ciaurro, presidente della Società Lucchese dei Lettori, insieme al consigliere comunale Giovanni Ricci. Ciaurro ha ricostruito la storia del premio, ideato da Francesca Duranti e intitolato anche al giurista e padre costituente Paolo Rossi. L’iniziativa era stata interrotta nel 2020 ed è stata ora riattivata con l’obiettivo di valorizzare una saggistica rigorosa, ma al tempo stesso accessibile, capace di interpretare le complessità del presente.

Il ricordo di Paolo Rossi

Nel corso dell’incontro, il saggista e studioso Salvatore Vento ha ripercorso la figura di Paolo Rossi, soffermandosi sulla sua coerenza antifascista, sull’impegno per la Costituzione, sulla tutela della libertà religiosa e sulla visione europea, socialista e democratica. La sua attività pubblica è stata presentata come un riferimento per il rapporto tra cultura, istituzioni e difesa dei diritti.

Francescomaria Tedesco, filosofo politico e già vincitore del Premio Voltaire nel 2018, ha invece analizzato il pensiero di Nadia Urbinati. Al centro del suo intervento sono stati la critica del populismo e del tecnopulismo, la difesa della diarchia democratica tra opinione e decisione e il ruolo del compromesso come strumento di tutela del pluralismo.

Libertà e pluralismo

Nel suo discorso, Urbinati ha sottolineato la difficoltà, ma anche la necessità, di costruire una democrazia capace di governare differenze profonde. "Questa è l’impresa più difficile – ha detto – ma è l’impresa fondamentale: senza di essa, a che cosa serve una democrazia?" La politologa ha osservato che i governi sono necessari proprio perché le persone non sono identiche per cultura o religione e ha richiamato il valore della partecipazione alla vita politica e comunitaria.

Urbinati ha inoltre accostato il pensiero di Voltaire a quello di Paolo Rossi sul tema della libertà. Richiamando gli interventi di Rossi alla Costituente, ha ricordato che la Costituzione non è soltanto una legge, ma deve essere sostenuta da una coscienza costituzionale e internazionale. Dal filosofo francese ha ripreso invece il valore della tolleranza come condizione della democrazia, fondata sul pluralismo e sulla possibilità di esprimersi pubblicamente.

Il riconoscimento è stato assegnato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Lucca alle attività culturali della Società dei Lettori, oltre che grazie all’impegno diretto della famiglia Rossi-Bagnara-Ciaurro.