Alla Biblioteca comunale Lea Garofalo di Castelfranco Emilia si è svolto un incontro pubblico dedicato a Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, scomparsa il 10 settembre all’età di 35 anni. Nel corso dell’iniziativa è stato annunciato che una sala della struttura sarà intitolata a Denise, per mantenerne vivo il ricordo all’interno di un luogo già dedicato alla madre.
L’appuntamento è stato promosso dalla Città di Castelfranco Emilia insieme a Libera Modena, Anpi e Fiap. La serata ha ripercorso il legame tra la storia di Lea e quella della figlia, unite dalla scelta di opporsi alla ’ndrangheta e di contribuire alla ricerca della verità. Lea Garofalo, testimone di giustizia, fu uccisa nel 2009 dopo aver deciso di ribellarsi alla criminalità organizzata.
Il legame tra madre e figlia
Denise, ancora giovanissima, raccolse l’eredità della madre e rese la propria testimonianza nel procedimento per il suo omicidio. La sua vicenda è stata ricordata come una storia segnata da un dolore profondo, ma anche dalla volontà di non arretrare di fronte alla violenza e alla sopraffazione.
La nuova intitolazione si inserisce quindi nel percorso della biblioteca di Castelfranco Emilia, già dedicata a Lea Garofalo. L’incontro ha sottolineato il valore di continuare a raccontare le vicende di entrambe, affinché possano essere conosciute dalle nuove generazioni e restino parte della coscienza della comunità.
Il messaggio del Comune
Il sindaco Gargano ha spiegato che ricordare Denise nella biblioteca intitolata alla madre rappresenta un gesto dal significato particolarmente forte. Secondo il primo cittadino, la giovane ha portato fin dall’infanzia un peso enorme, riuscendo però a trasformare il dolore in una testimonianza di coraggio e verità.
Nel suo intervento, il sindaco ha inoltre richiamato il valore della legalità come scelta che può richiedere forza e sacrifici, ma che resta quella giusta. La comunità ha così voluto stringersi attorno alla memoria di Lea e Denise, collegando il ricordo all’impegno quotidiano contro ogni forma di sopraffazione e contro la cultura mafiosa.